Dysmorfic

Dysmorfic, sulle tracce di John Zorn

Molto interessante il progetto Dysmorfic. Grindcore strumentale solo batteria e basso. Il risultato è un ep di 5 brani, o, movimenti, come vengono segnalati, che non si limitano al genere indicato. Alcuni stilemi sono mantenuti: la durata dei brani che non arriva a due minuti, la furia, la tecnica. A questo però va aggiunto che la scelta di avere solo due strumenti evidenzia passaggi che sfociano nel jazz. Un po’ modello John Zorn. Sarà il basso fretless, ma l’aria che si respira è quella free jazz.

Avendo un assetto strumentale così basilare la produzione è buona, così come la profondità dei suoni e l’amalgama che non risulta essere mai rumorosa nonostante la velocità di esecuzione. Un disco sicuramente da ascoltare. Quando? Questo credo sia un fatto personale. Quando forse si ha voglia di sfogare una giornata particolarmente impegnativa, quando ci si allena in palestra, o anche semplicemente quando si ha voglia di ascoltare qualcosa che si discosta in tutto e per tutto dalle produzioni ‘solite’.

Certo un disco non facile, non per tutti. Neppure per tutti gli estimatori del genere che potrebbero storcere il naso di fronte a determinate influenze. Indicato per amanti dei primi Dying Featus o Cephalic Carnage.

Ascolta il disco

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