Il delicato universo di Le rose e il deserto

Non è semplice riuscire a distinguersi nel mare del cantautorato contemporaneo. Tutto richiama a qualcos’altro. Eppure il progetto Le rose e il deserto in qualche modo riesce con un semplice ep di 5 brani, a ritagliarsi uno spazio proprio. Ci sono riferimenti chiari, ma sono solo riferimenti, un punto di partenza per la ricerca di una identità propria che già fa capolino. E’ assente una formula in questo disco. Stilisticamente il mini è molto eterogeneo e questo lo salva dalla banalità. Manca anche la presunzione di chi ha scritto delle canzoni, molte volte tipica dei cantautori. C’è la semplice voglia di raccontare e raccontarsi. Un’idea che traspare anche dal video di Sabbia, dove sono numerosi i protagonisti oltre all’autore. Un ottimo lavoro questo progetto. Variegato, intimista ma non troppo, non autoreferenziale, aperto a tutti. Stimolante. Un disco che si può ascoltare comodamente sdraiati al sole su una spiaggia affollata, o in relax mentre si viaggia in macchina in una calda notte estiva. L’importante è che sia aria calda come sono caldi i brani del disco.

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