Streetlore

Streetlore, una partenza al fulmicotone

Il mondo AOR nostrano non promuove molto spesso dischi, ancor meno sono quelli di livello. Tranne poche eccezioni. Tra queste sono annoverabili gli Streetlore e il loro omonimo debutto. Come spesso accade i nostri non sono dei novellini, e si sente.

Quello proposto è AOR con tutti i crismi e i canoni del caso. L’AOR degli anni 2000, quello di Emerald Rain, Fair Warning, Moldica et similia per intenderci. Insomma, un prodotto di tutto rispetto. Come di tutto rispetto sono produzione, made in USA per ogni solco, la tecnica strumentale, il songwriting, le melodie.

Una serie di obiettivi difficilmente riscontrabili in una sola band. Seppur non ci sia nulla di nuovo sotto il sole, il disco risulta godibilissimo, mai noioso, con un’ottima carica. Numerose le collaborazioni che vedono alternarsi dietro il microfono diversi cantanti espediente che dona al disco la giusta varietà di interpretazioni per non risultare monotono.

Sulla medesima falsa riga le chitarre e gli altri strumenti. Sarà per questo che il risultato è sempre fresco, mai stancante. Ascolto dopo ascolto il disco si colora sempre di più con nuove sfumature, approfondimenti, dettagli. I cori sono poderosi, ben strutturati e inseriti nel contesto. Così gli a solo di chitarra. Tecnici, veloci, melodici, ma non per questo fini a se stessi.

Nulla è fuori posto. La produzione è ottima offrendo un avvolgente amalgama di suoni distinti, potenti, melodici.

Che dire d’altro? Da ascoltare, da tenere in discoteca per i momenti magari no per ricaricarsi di energie e positività.

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