Indigesti

Correva l’anno 1981

La Grecia diventa il decimo membro della Comunità (non ancora Unione) Europea.
L’ex attore di film western Ronald Reagan giura e diventa il quarantesimo presidente degli Stati Uniti all’età di settant’anni.
Nevica a Palermo, temperature sottozero in tutta la Sicilia.
Sul network americano Abc va in onda la prima puntata di Dynasty.

Gli scioperi proclamati dal sindacato Solidarnosc nella Polonia comunista costringono alle dimissioni il primo ministro Jozef Pinchowski.
Buckingham Palace annuncia il fidanzamento tra il principe Carlo e la maestra d’asilo Diana Spencer.
Rai Uno inizia a trasmettere Dallas.
Al festival di Sanremo i Ricchi e Poveri salgono sul palco in tre, senza la bionda Marina Occhiena, estromessa dal gruppo per una sospetta relazione con il marito di Angela, la brunetta. La vittoria va a Alice con Per Elisa, scritta da Alice stessa con Franco Battiato e Giusto Pio.
Sailing di Christopher Cross vince il Grammy come canzone dell’anno.

Il processo per la strage di Piazza Fontana del 1969 si conclude con due assoluzioni per insufficienza di prove nei confronti di Franco Freda e Giovanni Ventura.
A Washington uno squilibrato, John Hinchley, spara al petto al presidente Ronald Reagan. Il proiettile manca il cuore per un paio di centimetri. Il presidente si salva.
Un ricercatore dell’università della Florida presenta una ricerca secondo cui la percentuale di spermatozoi nel liquido seminale degli americani è scesa del 30% in trent’anni.
Gente Comune, film diretto da Robert Redford, vince l’Oscar. Premiato anche il regista. Robert De Niro è il miglior attore per Toro Scatenato, Sissy Spacek la miglior attrice per La ragazza di Nashville.

A Milano viene arrestato Mario Moretti, considerato il capo delle Brigate Rosse e il responsabile del sequestro e omicidio del leader democristiano Aldo Moro.
Da Cape Canaveral decolla la navicella Columbia per la prima missione nella storia del programma Space Shuttle.
Ringo Starr, il quarantunenne batterista dei Beatles, sposa l’attrice trentenne Barbara Bach, Bond girl nel film del 1977 Agente 007-La spia che mi amava.
Entusiasmo di pubblico e critica alla prima del film Ricomincio da tre, del ventottenne napoletano Massimo Troisi.

In piazza San Pietro un terrorista turco spara a Giovanni Paolo II mentre saluta la folla radunata per l’udienza. Il Papa sopravvive dopo sei ore di intervento chirurgico.
All’età di 36 anni muore Bob Marley, ucciso da un cancro al fegato.
Dopo 66 giorni di sciopero della fame in carcere, muore Bobby Sands, esponente dell’Ira, il gruppo armato nordirlandese che chiedeva l’indipendenza dal Regno Unito. Sands chiedeva lo status di prigioniero politico.
Un gol annullato per dubbio fuorigioco a Turone in Juventus-Roma consegna lo scudetto ai bianconeri. Il Milan, retrocesso nella stagione precedente per lo scandalo delle scommesse, vince il campionato di serie B.
Gilles Villeneuve, sulla Ferrari numero 27, vince il Gran Premio di Monaco.

Una diretta televisiva di 18 ore segue i vani tentativi di salvataggio di Alfredino Rampi, bambino di sei anni rimasto intrappolato in fondo a un pozzo artesiano.
In un referendum nazionale la Svizzera approva un emendamento alla costituzione per garantire alle donne pari diritti rispetto agli uomini.
Giovanni Spadolini, segretario del Partito Repubblicano, è il primo presidente del Consiglio del dopoguerra non espresso dalla Democrazia Cristiana.
All’età di 22 anni muore di cancro lo studente universitario Terry Fox. Commosse il Canada e il mondo intero, portando a termine una corsa attraverso il paese, nonostante per la malattia gli fosse stata amputata una gamba, per raccogliere fondi per la ricerca.

John McEnroe vince il torneo di Wimbledon nonostante una multa di 5000 dollari inflittagli per comportamento scorretto. Tra le altre cose, urlò all’arbitro: “Ehi, ma sei serio?”
Il nome della rosa di Umberto Eco vince il premio Strega.
Nella cattedrale di Saint Paul a Londra e davanti a un pubblico televisivo stimato in 750 milioni di persone il principe Carlo, erede al trono d’Inghilterra, sposa Diana Spencer.

A mezzanotte e un minuto del 1 agosto Mtv inizia le sue trasmissioni negli Usa mandando in onda il videoclip di Video killed the radio star dei Buggles.
La Ibm mette sul mercato il suo personal computer: ha 64 kB di memoria Ram e costa 2880 dollari.
Mark David Chapman, l’uomo che assassinò John Lennon, viene condannato a vent’anni di carcere
A Comiso, in Sicilia, viene installata l’unica base in territorio italiano degli Euromissili americani, puntati verso i paesi dell’Europa dell’Est.

Il telefilm poliziesco Hill Street giorno e notte conquista otto Emmy Awards
L’album di Franco Battiato La Voce del Padrone diventa il primo disco italiano a superare il milione di copie vendute.
Muore il poeta premio Nobel Eugenio Montale.

Il presidente egiziano Sadat viene assassinato in un attentato mentre assiste a una parata militare. Il suo vice Hosni Mubarak, rimasto leggermente ferito, diventa il nuovo leader.
La Francia abolisce la pena di morte.
Il presidente della Repubblica Sandro Pertini definisce la loggia massonica segreta P2, al centro di un’indagine della magistratura, come “un’associazione a delinquere”.

Apre in via Pisoni, a Milano, il primo Emporio Armani, negozio monomarca degli abiti dello stilista Giorgio Armani.
Buckingham Palace annuncia che la principessa Diana è incinta. Il primogenito William nascerà nel giugno del 1982.
La mongolfiera Double Eagle V, con quattro persone a bordo, diventa il primo pallone aerostatico a valicare l’Oceano Pacifico: il volo dura tre giorni e mezzo.

Il primo ministro della Polonia Jaruzelski impone lo stato d’emergenza e la legge marziale nel paese e dispone la perquisizione e la chiusura della sete del sindacato Solidarnosc a Danzica.
Nasce Elizabeth Carr, la prima bambina concepita in vitro negli Stati Uniti e la quindicesima nel mondo.
Don’t you want me baby degli Human League è il disco più venduto a Natale nel Regno Unito, gli Ac-Dc sono in vetta alla classifica degli album più venduti negli Usa. Cicale di Heather Parisi guida la hit parade dei 45 giri in Italia.

In questo contesto nascono gli Indigesti

Gli Indigesti sono un gruppo hardcore punk italiano nato a Vercelli nei primi anni ottanta. Assieme ad altri gruppi, quali Negazione, Declino, Peggio Punx, Blue Vomit e Nerorgasmo, hanno costituito la base della scena hardcore punk torinese e piemontese dell’epoca ed esponenti di primo piano di quello che fanzine e riviste come Maximumrocknroll definirono Italian hardcore.

Primi anni

Gli Indigesti nascono sul finire del 1981 a Vercelli con una prima formazione di cui fanno parte Rudy Medea (voce), Enrico Giordano (chitarra), Roberto Vernetti (basso) e Massimo Corradino (batteria). Il loro primo concerto è datato 5 dicembre 1981 e si tenne nei dintorni di Vercelli[1]. La loro prima pubblicazione è del 1982 e li vede compartecipi in uno split autoprodotto con i milanesi Wretched[2]. Sempre del 1982 gli Indigesti realizzano una cassetta autoprodotta dal titolo Sguardo Realtà[3] che verrà poi ristampata dalla statunitense Bad Compilation Tapes[4]. Il gruppo si sciolse nel 1983.

In questo primo periodo di attività il sound che gli Indigesti proposero fu un hardcore punk grezzo, veloce, tagliente contro le convenzioni sociali e l’ignoranza delle masse, con pezzi come “No al sistema”,”Mass media” e “Polvere fastidiosa”.

Il ritorno

Nel gennaio del 1985 il gruppo si riforma con l’ingresso nella band di Silvio Bernelli[4], già bassista dei torinesi Declino, con evidenti evoluzioni stilistiche rispetto al periodo precedente. Le basi rimanevano sempre estremamente veloci e immediate, ma i testi si facevano più introspettivi, cupi e malinconici, escludendo qualsiasi slogan tipico dell’hardcore del periodo. Nell’estate del 1985 gli Indigesti iniziano un tour europeo dal quale torneranno con un album dal titolo Osservati dall’inganno pubblicato per la neonata TVOR on vinyl[2]. A fine anno Massimo Corradino lascia la band. Nel tour successivo entra alla batteria Maniglia, ex voce dei Crash Box, di li a poco verrà sostituito da Massimino Ferrusi (ex Stinky Rats).

Nel 1986 la statunitense BC Tapes & Records pubblicò l’ EP dal titolo The Sand Through The Green. Al ritorno dal tour che ne seguì il gruppo si scioglie una seconda volta.

ESTRATTO DAL LIBRO ALLEGATO AL CD OSSERVATI DALL’INGANNO, SHAKE EDIZIONI, 2010

INDIGESTI: STORIE – TESTI – FOTO
di Silvio Bernelli, Rudy Medea, Enrico Giordano, Massimo Corradino

IN SALA DI REGISTRAZIONE E DOPO, MOLTO DOPO di Silvio Bernelli

Sono passati quasi venticinque anni dall’uscita di Osservati dall’inganno, il disco su cui si è poggiata gran parte della parabola del nostro gruppo: gli Indigesti. Un nome che non mi è mai piaciuto – non facevo parte della formazione originale e quindi il nome l’ho “ereditato” punto e basta –, e che ancora oggi suona un po’ come una strizzata d’occhio alle band di rock demenziale: quelle sì, indigeribili. Il nome Indigesti ha però il pregio di spiegare con esattezza un suono, e più ancora, un approccio. Alla musica, e non solo.

Nel mio primo romanzo I ragazzi del Mucchio (Sironi Editore), la fase di produzione di Osservati dall’inganno l’ho raccontata in poche righe.
Durante l’autunno completammo i pezzi nuovi e li registrammo con l’aiuto di Roberto, ormai diventato produttore discografico a tutti gli effetti. Dopo due settimane di lavoro in sala d’incisione, la session si concluse con dodici pezzi pronti per il disco Osservati dall’inganno. La prima stampa, 3.500 copie in vinile azzurro, sarebbe stata pronta per la fine dell’anno.

La registrazione ci lasciò qualche dubbio perché Rudy aveva voluto a tutti costi mixare la voce più bassa rispetto agli strumenti. Era stato testardo, come al solito. Malgrado l’inconveniente della voce, sembrava che il disco fosse buono. A TVOR, la nostra etichetta discografica, piacque lo stesso. Fu uno dei primissimi album dell’hardcore italiano. La copertina con cui uscì non convinse nessuno, così l’anno successivo venne cambiata. Anche questa seconda copertina sarebbe stata confezionata con una grafica distante dall’iconografia hardcore, come voleva lo stile degli Indigesti. Ora ho l’opportunità di ricordare anche altri fatti avvenuti durante la registrazione.

Era una delle primissime volte che una band hardcore italiana entrava in studio per incidere un intero album, e il dialogo con Beppe Crovella, produttore e proprietario della sala di registrazione, nonché tastierista del gruppo jazz-rock Arti & Mestieri, non filò sempre liscio. Credo che semplicemente il suono degli Indigesti per lui e per tutti i produttori italiani di quel periodo fosse qualcosa di eccessivamente disturbante, tecnicamente incomprensibile e in fondo anche un poco esotico.

Detto ciò, credo sia riuscito a cavarsela bene. Fu lui, per esempio, a catturare la distorsione iterata che apre e chiude il disco: venne fuori per caso, innescata da un qualche feedback di cui non scoprimmo mai la natura.
A dare una mano a Beppe Crovella avevamo chiamato Roberto Vernetti, che era stato il bassista nella prima formazione degli Indigesti. Credo che Osservati dall’inganno fu la sua prima esperienza in sala di registrazione in veste di tecnico e produttore. Il suono della chitarra di Enrico, quella distorsione tagliente, ma mai granitica che tanto caratterizzava gli Indigesti – e che mi pare ancora oggi una delle cose migliori del disco – riuscimmo a riprodurla fin da subito.

Meno bene ci andò con il tentativo di imitare il suono del rullante di Ace of Spades dei Motorhead, temo. Sempre a proposito di batteria, Rudy si era messo in testa di registrarla con la doppia cassa, anche se Massimo non faceva che ripetergli che non aveva mai provato a usarla, che non era capace, e che soprattutto i nostri pezzi davvero non avevano bisogno della doppia cassa.

Solo dopo aver buttato via un paio d’ore in inutili tentativi in una sala di registrazione che, giustamente, funzionava a tassametro, riuscimmo finalmente far cambiare idea a Rudy. Sul volume della voce invece proprio non ce la diede vinta ed è stato un peccato: nascoste nelle pieghe del mixaggio ci sono finezze vocali che mi piacerebbe molto poter ascoltare oggi.
Un’altra cosa che ricordo accadde non in sala di registrazione, ma nel luogo in cui si faceva il master del vinile, a Milano. Era un grande studio che mi pare si chiamasse Elettroformati.

C’eravamo solo Enrico e io in compagnia di un tecnico abbastanza anziano. Di solito la gente (chiunque, figuriamoci quelli un po’ avanti con l’età) a quell’epoca reagiva all’ascolto di un pezzo qualunque degli Indigesti tappandosi le orecchie. Il tipo invece non solo non fece una piega davanti al nostro muro di suono,ma anzi, con l’accento duro del milanese doc disse che il basso era un po’ troppo basso di volume.

Così lo alzammo lì, in diretta, durante il mastering finale. Se si fa un po’ di attenzione, si sente che nella parte iniziale di Silenzio statico, il pezzo che apre l’album, il basso parte in sordina per poi alzarsi al volume giusto una manciata di secondi più tardi. Raccontare oggi questo accorgimento dell’ultimo momento sembra un po’ una follia, ma all’epoca noi le cose le facevamo così. Improvvisando, seguendo l’intuito, sbagliando anche molto più di una volta. In fondo eravamo solo ragazzi di venti, ventuno anni, che si erano inventati una cosa nuova tutti da sé.


La registrazione di Osservati dall’inganno fu l’ultima occasione in cui suonammo con Massimo Corradino alla batteria. Dopo un breve interregno di Maniglia, anche cantante dei Crash Box, i tamburi sarebbero diventati poi dominio esclusivo di Massimo “Massimino” Ferrusi, il batterista che compare nelle riprese video incluse in questa edizione di Osservati dall’inganno. Se avessero detto a uno qualsiasi di noi quattro che la registrazione dell’album sarebbe stata l’ultima session di quella formazione, sono certo che nessuno ci avrebbe creduto.
Sorprese tipiche della vita di ogni band, comunque.


Osservati dall’inganno fu promosso con un tour europeo, il secondo degli Indigesti, organizzato a ridosso dell’uscita, e l’estate successiva con un lungo tour negli Stati Uniti. Lì Osservati dall’inganno uscì per l’etichetta BCT Tapes & Records (nonostante fosse interamente cantato in italiano), che ne trasse anche un 45 giri intitolato The Sand Through the Green. All’edizione americana e a quella firmata TVOR seguirono diverse ristampe e, ovviamente, ci furono anche diverse altre copertine.

Oggi nessuno di noi della band sa quante copie questo album abbia venduto in tutte le sue varie trasformazioni ed edizioni. Molte, per il mercato indipendente europeo, ma malgrado questo praticamente non ne abbiamo cavato un soldo.
Anche questa, una sorpresa tipica della vita di ogni band underground, o quasi.
È rimasto il disco, comunque, è rimasto Osservati dall’inganno. Un album che è testimone, insieme a un pugno di altri lavori, della grande avventura dell’hardcore italiano.

La nostra avventura. La prova indiscussa che anche nei tanto bistrattati anni ’80 si poteva coltivare una passione di libertà, un sogno di indipendenza, e si poteva farlo senza tanti compromessi. Come tutte le cose in fondo, prima di tutto, bisognava volerla.

Indigesti dopo gli Indigesti
Nel 1992 Roberto Vernetti entra a far parte degli Aeroplanitaliani di cui fu anche produttore dal gusto elettronicheggiante.

Nel 1994 la Vacation House Records di Rudy Medea pubblica l’Album raccolta dal titolo Sguardo Realtà 82/83 che ripercorre i primi anni degli Indigesti e nel 1996 l’album live Lübeck Live 02.09.87.

Diversi gruppi hardcore prenderanno ispirazione dallo stile introspettivo e caotico degli Indigesti, primi fra tutti i Sottopressione, che registreranno proprio negli studi della Vacation House Records.

La storia degli Indigesti è stata raccontata nel romanzo “I ragazzi del Mucchio”, edito da Sironi Editore nel 2003 e nel 2009, scritto dall’ex bassista Silvio Bernelli.

Rinascita: 2011

Nel 2012, in occasione del trentennale dalla nascita, il gruppo si ricostituisce con Rudy, Enrico, Massimo e il nuovo bassista Mattia Ferrari, successore di Silvio e Roberto. Dal 2014 Andrea Franchino sostituisce alla voce il cantante storico Rudy Medea.

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