Silver Nightmares

Silver Nightmares, la genesi di un capolavoro

Reduci dalla pubblicazione del loro ottimo ultimo lavoro (recensione), i Silver Nightmares raccontano la loro storia, la genesi del disco, le influenze che lo hanno accompagnato. Il perché della scelta di esprimersi attraverso il prog, delle suggestioni siciliane che hanno accompagnato la stesura del disco e dell’importanza di ascoltare tanta musica. Un’intervista tutta da leggere.

Una presentazione per chi non vi conosce

Gabriele Taormina: Ciao Carmine! Ti ringraziamo per lo spazio concessoci e mandiamo, al contempo, un caloroso saluto a tutti i lettori di Tempi-Dispari.it! I Silver Nightmares nascono a Palermo nel giugno del 2018, dal desiderio di 3 musicisti (il bassista Gabriele Esposito, il batterista Alessio Maddaloni ed il sottoscritto, tastierista, Gabriele Taormina) di suonare progressive rock/metal dalle forti tinte melodiche. Dopo varie vicissitudini, la formazione viene completata dall’innesto dei chitarristi Mimmo Garofalo ed Emanuele Lo Giudice e dal cantante Michele Vitrano.

Iniziamo dal disco. Come è nato e quanta gestazione ha richiesto?

Gabriele Esposito: Il disco è stato ideato nel marzo del 2020 come seguito dell’EP “The Wandering Angel”, il nostro primo lavoro discografico, accolto positivamente da critica e fans. La gestazione è stata abbastanza lunga poiché inficiata dallo scoppio della pandemia che ha rallentato, purtroppo, il processo di registrazione dei brani.

Come vi siete trovati? Prima è nato il progetto e poi avete cercato gli elementi o siete sempre stati una band e questo disco è il frutto del vostro cammino?

Gabriele Taormina: Per pochi mesi, abbiamo fatto parte di un altro progetto di musica inedita, in cui eravamo marginati”, però, al ruolo di comprimari. Il desiderio di creare una band nasce dal fatto che eravamo un fiume in piena in termini di idee musicali e molto insoddisfatti. Non aspettavamo altro…

È un disco molto eterogeneo. Diversissime sono le influenze. Voluto o capitato?

Gabriele Esposito: L’eterogeneità del lavoro è stata voluta perché si è cercato di abbracciare le varie influenze musicali. Non è stato, però un lavoro fatto a tavolino. Il processo creativo è avvenuto, infatti, in modo assai spontaneo e, nella sua genesi, ha visto la partecipazione di tutti i componenti della band.

Perché il prog?

Gabriele Taormina: Il prog è un genere musicale che conferisce alla musica rock un maggiore spessore culturale. Il lirismo delle canzoni si incastra alla perfezione con la componente più prettamente musicale. Permette, inoltre, grazie anche all’inserimento di vari strumenti, di poter variare e scardinare gli schemi con una certa facilità. È pur vero che la nostra musica, nonostante sia annoverata nel filone progressive rock/metal, non è di così facile catalogazione anche perché preferiamo dare risalto, soprattutto alla forma-canzone, al refrain memorabile. I nostri brani, inoltre, non durano molto (anomalia per una band progressive rock).

Da che background musicale provenite?

Gabriele Taormina: Diverse influenze musicali confluiscono nel sound dei Silver Nightmares. Le bands che ci hanno un po’ guidato sono sicuramente quelle di ispirazione più prettamente Progressive Rock ma anche il filone metal classico ha avuto un grande impatto nel nostro background musicale. È naturale, poi, che la fusione di varie idee “ispiratrici” abbia portato alla creazione di suoni nostri, per così dire “personali”. L’ascoltatore ci riconosce un trademark molto personale e non sa mai cosa aspettarsi.

Qualcuno di voi vive di musica o gli piacerebbe poterlo fare?

Gabriele Taormina: Nessuno di noi “vive” di musica. Certo, ci piacerebbe poterlo fare ma non è così semplice, soprattutto per chi, come noi, non fa musica “commerciale”.

Il momento più duro della composizione?

Gabriele Esposito: Alcune cose avvengono di getto, altre hanno bisogno di essere ritoccate più volte prima di essere definite. In linea generale, però, non abbiamo mai avuto grossi problemi a livello compositivo sia per le trame musicali che per le liriche dei brani. L’ispirazione ha sempre avuto la meglio e, fino ad adesso, fortunatamente, non è mai mancata.

Che cosa vi ha influenzato maggiormente?

Alessio Maddaloni: Siamo influenzati dalle suggestioni dei tramonti al mare, dalle visioni di un teatro antico (come quello di Taormina) o dall’infrangere delle onde sugli scogli…. Sicuramente la natura e le sue bellezze campeggiano nei nostri brani in modo più o meno palese (vedi l’intro di “Sea of Sikelia”)

Una band che seguite che ancora oggi riesce a stupirvi?

Gabriele Esposito: Per quanto mi riguarda.. senza ombra di dubbio, i Toto! La band americana ormai è attiva da più di 30 anni e continua a stupirmi, riuscendosi abilmente ad adattare anche alla scena musicale attuale e senza mai perdere il proprio inconfondibile sound!

Che cosa manca e cosa ha in più oggi la scena rock/metal italiana, per quella che è la vostra esperienza?

Gabriele Esposito: A mio avviso, si continua a dare poco spazio alla musica rock, soprattutto a quella sperimentale di matrice prog. Ed è un vero e proprio peccato, se si considera che l’Italia, in passato, ha dato i natali a tantissimi grandi gruppi rock innovativi come gli Area, la Pfm ed il Banco tanto per citarne alcuni.

Tra le diverse influenze riscontrabili nel disco c’è quella della PFM. Quanto ha contato l’essere italiani o, meglio ancora, siciliani, nella stesura del disco?

Gabriele Taormina: Prima di essere dei musicisti, siamo soprattutto dei grandi ascoltatori di musica e sicuramente, anche soltanto a livello inconscio, gruppi come la PFM hanno influenzato la nostra proposta (come magari si può evincere dall’utilizzo dei suoni di lead/synth/moog delle tastiere). Non siamo però derivativi di nessun artista in particolare. Quanto alla scena prog siciliana, non si può non citare il contributo fondamentale apportato da artisti come Battiato. La contraddizione di una terra così ricca di storia, cultura ed arte, piena di luci ed ombre, come la Sicilia, caratterizza, indubbiamente, nelle atmosfere malinconiche/solari e nelle profonde liriche, i nostri lavori.

Una band di cui vi piacerebbe essere di supporto?

Alessio Maddaloni: Personalmente, il mio sogno sarebbe quello di poter essere di supporto a John Oliva. Sono, infatti, un suo grande fan, adoro tutta la sua discografia con i Savatage, con i Trans-Siberian Orchestra e da solista. Lo ritengo un artista molto poliedrico, la sua musica mi emoziona… ma credo, purtroppo, che il mio rimarrà soltanto un sogno irrealizzabile.

Qualcuno ha detto che spesso ai musicisti manca la giusta umiltà.. concordate?

Alessio Maddaloni: Se ti riferisci all’umiltà all’interno della band, ritengo sia fondamentale che questa regni tra i componenti così come l’armonia che deve essere anch’essa sovrana. Fortunatamente, non abbiamo avuto mai problemi di questo tipo tra di noi. Nei Silver Nightmares, ognuno è libero di dire la sua ed ha il proprio spazio. Si lavora in funzione del gruppo non del singolo membro della band. Il prodotto finale dovrà essere l’insieme delle idee apportate da ogni singolo elemento del gruppo. Non c’è spazio nei SN per una “One-man band Project”.

Band nostrane che vi piacciono oggi?

Alessio Maddaloni: Come ha detto in precedenza Gabriele Taormina, tutti noi ascoltiamo tanta musica e non abbiamo particolari preferenze. Sono parecchie le bands nostrane valide. Preferiamo citare quelle storiche poiché continuano ad essere un punto di riferimento per tutte le giovani leve come la nostra.

La Sicilia da sempre esporta ottime proposte musicali, non solo metal. Sarà, l’aria, l’acqua, il caffè... Alessio Maddaloni: Dici bene! Io la reputo una terra benedetta anche se molti siciliani non riescono ancora a cogliere tutte le potenzialità che essa può offrire! La scena musicale locale è ricca di musicisti di talento, sicuramente anch’essi influenzati nelle loro composizione dallo splendore paesaggistico (e non solo!) che li circonda. Del resto, non si può rimanere indifferenti di fronte a cotanta bellezza!

Ieri l’idea, oggi il disco… e domani?

Alessio Maddaloni: Ci stiamo prodigando per poterci esibire al più presto dal vivo, provando in sala con maggior frequenza e cercando di affinare sempre di più il nostro sound. Al contempo, stiamo gettando le basi per un eventuale, terzo, lavoro anche se è ancora presto per parlarne.

Una domanda che non ti hanno mai posto ma ti piacerebbe ti fosse rivolta

Alessio Maddaloni: Avrei detto ..”Lo fate per mestiere o pure no?” Ma mi hai tolto la frase visto che sei stato il primo a rivolgerci una domanda simile in precedenza.

Se fossi tu ad intervistare, ipotizzando di avere a disposizione anche una macchina del tempo, chi intervisteresti e cosa gli chiederesti?

Alessio Maddaloni: Questa è una domanda davvero particolare! Avrei sicuramente l’imbarazzo della scelta! Forse avrei il piacere di intervistare il grande Fred Buscaglione a cui avrei parecchie cose da chiedere magari seduti sul bancone di un bar di fronte ad un bel bicchiere di whisky!

Un saluto e una raccomandazione a chi vi legge

Gabriele Esposito: Colgo l’occasione, innanzitutto, per ringraziarti per l’intervista e per salutare tutti i lettori di Tempi Dispari.it. La mia raccomandazione è quella di approfondire i temi della musica prog che ritengo essere il crocevia di molteplici generi musicali e, naturalmente, vi suggerisco di familiarizzare (per chi ancora non l’avesse fatto) con la proposta artistica dei Silver Nightmares. Ci trovate, facilmente, su tutti i digital stores più importanti, sui social, su bandcamp, Youtube…etc.. Prog on! 🙂

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