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Duramadre, la sperimentazione continua

L’evoluzione stilistica della band pometina Duramadre non si arresta. Questo terzo disco, Lato B, che arriva come seconda parte del precedente Lato A, vede la band addentrarsi in territori non ancora esplorati. Riferimenti indicativi di genere, giusto per capire in quale ambito ci si trova, pongono la band di quest’ultimo lavoro su un confine ibrido tra dark wave fine anni 80 miscelato con i primi Litfiba, un tocco di Heroes del silencio e CCCP. E il risultato è più che buono.

Le atmosfere che ne emergono sono scure, rarefatte, intrise di elettricità, tese quanto basta mantenere l’ascoltatore attento. Il cantato, in italiano porta, come nei precedenti lavori, in un viaggio dentro se stessi, le proprie paure, i propri errori, la propria nemesi. Evoluzione anche a livello compositivo. Le tracce trovano un arrangiamento più ‘complesso’ delle precedenti allontanandosi da alcuni standard. I Duramadre prendono le distanze anche dai suoni più pesanti, più rock dei dischi precedenti a favore di basi più intime, d’atmosfera. Eco, note lunghe, riff di synth sottolineano questo passaggio.

Scelta che giova al disco che resta più intenso, sentito, personale. Nessuna sfuriata. Nessuna accelerata eccessiva. Ottima la scelta dei suoni per i quattro pezzi. Menzione particolare va all’utilizzo delle voci, dei relativi cori e duetti. Tutto è al servizio del testo. Le sovrapposizioni, come in Regina della fine, sono evocative, coinvolgenti, suggestive. Molto buona la produzione, riuscita a dare il giusto corpo ai brani mantenendo inalterata la profondità, il lato oscuro. Lodevole il lavoro di tutti gli strumentisti. Nessuna nota fuori posto, nessuna volontà ostensiva di capacità. Un lavoro che appare decisamente corale.

In conclusione.

Lato B dei Duramadre è un buon disco che porta la band ancora più in là nella propria sperimentazione. Un lavoro che definisce in maniera sempre più netta quello che è il carattere del combo, lo stile, decisamente riconoscibile. Sfida non facile da vincere in un mare di produzioni sempre più saturo di produzioni che si somigliano troppo. Un disco adatto a chiunque voglia scoprire qualcosa di non usuale, che si allontana da quella che è la strada maestra del rock per prendere percorsi ‘secondari’ meno battuti, più bui, più spaventosi ma anche più interessanti e arricchenti.

In ultimo, ma non ultimo, va poi sottolineato che il l’intero ricavato della vendita dell’ep verrà devoluto all’Aidp, associazione italiana persone down, di Anzio-Nettuno. Un motivo in più per acquistare il cd.

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