lylium

Veterani della scena black metal nostrana, i Lylium proseguono il loro cammino nel mondo oscuro. Percorso fatto di cambiamenti, evoluzione e voglia di non ripetersi. Sono arrivati alla nona fatica sulla lunga distanza con un disco che omaggia le origini del genere. In questa intervista si raccontano. Spiegano come è nato il loro ultimo lavoro, il loro concetto di underground e altri interessanti spunti.

Una presentazione per chi non ti conosce
Kosmos Reversum: Ciao a tutti, siamo i Lilyum, suoniamo black metal dalla fine degli anni Novanta e veniamo da Torino. “We Are Disobedience” è il nostro nuovo e nono album e vede l’ingresso del batterista Summum Algor in formazione (vedi anche Adversam, Natassievila, Falhena, Tenebrae Oboriuntur). Volevamo realizzare il nostro disco più completo e violento di sempre e speriamo di esserci riusciti.

Iniziamo dal vostro ultimo lavoro. Come è nato?
Kosmos Reversum
: Ricollegandomi alla risposta precedente, nasce da una forte spinta nel voler fare qualcosa che rispecchiasse i vecchi canoni del black metal più intransigente. Da questo presupposto è nata anche la collaborazione con un batterista di talento e immerso appieno nella musica estrema come Summum Algor.

Sono bastati pochi discorsi con lui e abbiamo cominciato a scambiarci le nostre parti. Inizialmente lui mi passava delle basi di batteria e io incastonavo sopra i miei riff di chitarra. Alcuni li avevo già in cantiere e alcuni sono stati realizzati proprio prendendo spunto dagli input di batteria suoi. Successivamente è entrato in atto Lord Jotun col basso, le voci ed arrangiamenti di synth e tastiera, mentre per le chitarre soliste ci siamo un po’ suddivisi il lavoro, anche se le chitarre sono al 90% farina del mio sacco. Ne è venuto fuori un album davvero intransigente e che in più di un passaggio flirta col death metal. Siamo estremamente soddisfatti!


Lord Jotun: Va anche ricordato che il nostro precedente lavoro, “Circle of Ashes”, è stato interamente realizzato durante la pandemia, e aveva un taglio musicale molto più freddo e desolato. I Lilyum non realizzano mai lo stesso album due volte, quindi è stato uno sviluppo completamente naturale orientarci verso sonorità più aggressive e grezze, e verso un’impostazione più “live”.

Da dove nascono i vostri testi?
Kosmos Reversum
: Sono opera di Lord Jotun che ha fatto come sempre un lavoro egregio, andando anche a parlare direttamente di argomenti come perdite e lutti, unendo il suo solito stile ricercato. Come sempre si parla anche di misantropia, morte e dell’eterna lotta tra bene e male che l’uomo affronta ogni giorno. Per chiunque volesse leggere i suoi testi consiglio di comprare la copia fisica dell’album, dato che il libretto li contiene.


LORD JOTUN: per quest’album ho voluto privilegiare un approccio più diretto e in un certo senso minimale; anche se nella forma definitiva i testi hanno ovviamente subito un processo di revisione per adattarsi a riff, ritmiche, ecc., in linea di massima mi sono attenuto a un’idea generale per ogni pezzo, lasciandomi ispirare da essa a livello istintivo. Come sempre, un certo margine di interpretazione è lasciato all’ascoltatore, perché in fin dei conti scriviamo canzoni, non trattati o dissertazioni, ed è l’impatto emotivo a creare un canale di comunicazione fra artista e pubblico.

Data la vostra esperienza, come è cambiata la musica negli anni?
Kosmos Reversum
: C’è un sacco di ottima musica in ogni ambito e la gente dovrebbe prestare più attenzione alle nuove leve. Ovviamente, parlando per me, non sono molto attratto però dalle produzioni tutte uguali e tutte pettinate. Ogni band deve avere il suo suono e le sue particolarità, e il black metal ancora di più. La standardizzazione sta uccidendo l’attitudine ed il sentimento. Prodotti tutti simili producono ascoltatori distratti.

Vi riconoscete ancora nel panorama musicale odierno?
Kosmos Reversum
: Non troppo, per i motivi che elencavo nella risposta precedente. Anche il black metal sta subendo un “infighettimento” e una omologazione per fare in modo di piacere alla massa. Questo per me è rivoltante, è qualcosa che quasi mi fa incazzare.
Lord Jotun: ci riconosciamo in quel panorama che vive e respira l’underground come fenomeno tutt’ora vivo e attuale.

C’è ancora spazio per il black metal?
Lord Jotun: ritengo che ci sia più bisogno che mai di un genere non addomesticabile e iconoclasta come il black metal. Il titolo del nostro album rappresenta alla perfezione tale pensiero.
Kosmos Reversum: Meno siamo meglio è! L’importante è che rimangano quelli buoni!

Perché avete scelto un tipo di produzione old school?
LORD JOTUN: anche in fase di registrazione lasciamo abbastanza spazio all’improvvisazione e all’ispirazione del momento; non abbiamo una sorta di “canovaccio sonoro” a cui ci atteniamo per definire il suono dei Lilyum. Per quest’album ci siamo orientati verso suoni in più possibile naturali, e abbiamo inciso riprese continue limitando il più possibile ogni intervento di editing. Anche i pochi effetti presenti sono stati realizzati in maniera piuttosto “artigianale”; per esempio per alcune voci filtrate ho semplicemente usato un pedale distorsore senza altri orpelli. Il risultato è un album crudo e feroce nell’estetica e negli intenti, che è esattamente quello che avevamo in mente.


Kosmos Reversum: Per noi suonava bene così, quindi abbiamo scelto quello che ci piaceva. Noi non scegliamo una produzione piuttosto che un’altra, semplicemente applichiamo il sound che sentiamo più nostro. Tutto è migliorabile, ma per noi un disco di questo genere deve far male, suonare crudo e in your face. Speriamo di esserci riusciti!

Che cosa manca alla musica di oggi?
Kosmos Reversum: Manca un accostamento ad una cultura. Se ci pensi in passato tutti i generi che hanno rivoluzionato la musica avevano una forte componente ideologica e culturale, che si parli di rock, punk, grunge, ecc…Oggi la gente ascolta solo musica ma non ha una identità culturale ed ideologica da associare ad uno stile musicale. In pratica la musica è solo diventato un passatempo, non più un movimento vero e proprio. E in questo passaggio si perdono molti elementi importanti, che costruiscono l’individuo anche per ciò che ascolta. Non puoi avere la stessa mentalità se suoni black o metalcore.


Lord Jotun: Oggi da ogni genere, anche quelli più di nicchia, ci si aspetta che ogni dettaglio – dalla produzione all’artwork, dalle tematiche dei testi alle fotografie dei membri – segua a menadito un elenco preimpostato di criteri, e tutto quello che si discosta da esso viene liquidato come fallimento. Eppure tutti gli album che hanno fatto la storia sono emersi anche grazie al loro carattere fortemente individuale. Trovo questa deriva decisamente deleteria per la crescita della musica come forma di espressione.

Se doveste iniziare adesso a fare musica, quale via scegliereste?
Kosmos Reversum: I generi che ho sempre suonato principalmente con vari progetti: death, thrash e black metal. O non inizierei affatto, ahahahah!


Lord Jotun: scriverei jingle per le pubblicità, per guadagnarmi da vivere con tre accordi in venti secondi. Seriamente, credo proprio che finirei esattamente dove sono ora, perché non sono stato io a scegliere il metal, ma è il metal che ha scelto me, e dopo quasi un quarto di secolo di attività come musicista credo di potere escludere che si sia trattato “soltanto di una fase temporanea”.

Qual è oggi la difficoltà maggiore, secondo voi, per le band storiche (parliamo di underground)?
Kosmos Reversum: In Italia è tutto difficile. Abbiamo venduto 10 copie del nostro disco e non penso faccia così cagare. Vai ai live e trovi le zie col barboncino a guardare i nipoti. Come pensi possa svilupparsi una scena?


Lord Jotun: costi proibitivi in generale e burocrazia infernale sono un vero paletto nel cuore per tante realtà di nicchia e non solo; dopo il disastro della pandemia, che ha affossato un settore live già in difficoltà da anni, l’unica via sembra essere ricostruire quasi da zero un ambiente underground attivo e fertile – ma, piaccia o meno, tanti di noi iniziano ad avere una certa età e non noto grande interesse da parte di potenziali nuove leve rispetto anche solo a dieci anni fa. Spero di sbagliarmi.

In tanti dicono che troppi artisti cercano di riprodurre ciò che è stato nel passato perché la musica di oggi non vale nulla. Il tuo punto di vista?
Kosmos Reversum: Tutte stronzate, registrate un album che rompe il culo e promuovetelo e qualcuno si accorgerà di voi. Che sia roba già sentita o meno, se avrete l’attitudine giusta verrà a galla. Basta piangere, con un ep caricato solo su spotify in vent’anni di attività!

Lord Jotun: se si parla di musica mainstream è oggettivamente impossibile non riscontrare un notevole abbassamento di livello; basti pensare a Barbie Girl degli Aqua, tornata trendy dopo oltre 25 anni per via del film: una canzonetta bubblegum pop dalla complessità musicale paragonabile a Quarantaquattro Gatti, che però messa a confronto con roba che va per la maggiore da qualche anno sembra arrangiata dai Supertramp.


Per quando riguarda il nostro ambito, un’affermazione simile mi suona come la tipica semplificazione+polarizzazione esagerata, tanto in voga dell’epoca dei social, perché esiste un numero virtualmente infinito di possibilità espressive fra riscaldare una minestra stantia pedissequamente scopiazzata e cercare ossessivamente l’innovazione e l’avanguardia superficiali inserendo un assolo di flicorno suonato con lo sfintere in un ibrido di brutal death, synthpop e polka.

La musica oggi dovrebbe essere più…?
Lord Jotun
: più sincera, creata per esprimere qualcosa anziché cavalcare gli algoritmi.
Kosmos Reversum: Più feroce, almeno il metal estremo. Dovrebbe essere fatta da gente col sangue agli occhi, con l’istinto omicida.

Un artista o una band per cui ti piacerebbe aprire?
Kosmos Reversum
: Urgehal.
Lord Jotun: Emperor. Non mi importa se adesso Ihsahn sale sul palco con la barba impomatata e gli occhialoni da blogger, sono stati e saranno sempre una parte fondamentale del mio percorso artistico a cui devo tantissimo.

Una che vorresti aprisse per te?
Kosmos Reversum: Butcher Babies. Menerei la parte maschile della band e porterei a fare una passeggiata romantica le due signore.
Lord Jotun: se hanno ancora l’abitudine di gettare secchiate di sangue sul pubblico, Behexen, perché nel locale resterebbe soltanto la parte di pubblico abbastanza squilibrata per apprezzarci.

Il vostro concetto di underground?
Kosmos Reversum: Fottersene di ogni trend, fottersene di tutti e continuare a fare ciò in cui si è convinti.
Lord Jotun: passione, indipendenza, devozione.

La sua ‘malattia’ peggiore? La cura?
Kosmos Reversum: L’esibizionismo. La cura sono gli schiaffi a mano aperta fino ad aprirgli le ghiance a questi fighetti strafottenti, tutti invasati di software alla moda, plugin e ciuffi perfetti. Bisogna spettinarli per ridestarli.
Lord Jotun: troppe pecore, troppi pochi lupi. Risveglio o eutanasia? Chi vivrà vedrà.

Una band o un artista underground che consigliereste?
Kosmos Reversum:
Lilyum, Adversam.
Lord Jotun: In Corpore Morris, Phenris, Orgiastic Pleasures, Rust

Una mainstream che ti stupisce?
Kosmos Reversum: Potrebbe stupirti, ma i Meshuggah continuano a stupirmi. Anche gli Yob.
Lord Jotun: Metallica. Avrebbero potuto ritirarsi a vivere da signori anni fa, invece continuano a fare quello che vogliono fregandosene di tutta la merda che mezzo mondo getta loro addosso appena respirano.

Ieri l’idea, oggi il disco, e domani…
Kosmos Reversum
: Altre mazzate sonore con una produzione ancora più anti-figa.
Lord Jotun: e chi lo sa? Con Altar of Fear eravamo convinti di avere raggiunto il capolinea, e pochi anni dopo l’entità Lilyum ci ha presi per i capelli e ci ha ordinato di tornare a incidere.

Una domanda che non vi hanno mai posto ma vi piacerebbe vi fosse rivolta?
Kosmos Reversum:
Perchè continuate, dato che non vi caga nessuno e siete vecchi?
Lord Jotun: vorreste 5000 euro per realizzare il prossimo album?

Se foste voi ad intervistare, ipotizzando di avere a disposizione anche una macchina del tempo, chi intervistereste e cosa gli chiedereste?
Kosmos Reversum
: Eh, domanda difficile, sono tante le band che vorrei o avrei voluto intervistare. Ma credo che Jon Nödtveidt rimanga una delle figure più controverse ed interessanti non solo del black/death metal, ma di tutto il metal. Per me nascondeva un universo dentro di sè, che ha portato con coerenza dentro la sua mente fino a quando ha deciso di porre fine alla sua esistenza in questa dimensione.
Lord Jotun: Euronymous, Peter Steele, Frank Zappa, John Lennon, Freddie Mercury e confermo anche io Nödtveidt. Credo sarebbe impossibile non avere una conversazione stimolante con menti del genere.

Un saluto e una raccomandazione a chi vi legge.
Kosmos Reversum:
Se amate il black metal ascoltateci. Se non amate il black metal non ascoltateci.
Lord Jotun: grazie per lo spazio concessoci. Siate disobbedienza!

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