Blood Thirsty Demons

Blood Thirsty Demons, un nuovo passo verso la maturazione

Il black metal degli albori era caratterizzato da diversi elementi. Tra questi c’erano l’autoproduzione, testi mefistofelici, suoni grezzi, atmosfere malate. Tutto ciò si può ancora ritrovare, tolta la furia del black, nella produzione di Blood Thirsty Demons. In particolar modo nella loro ultima uscita, Esoteric. Più che loro si dovrebbe parlare della sua ultima uscita, considerando che si tratta di un progetto one man band.

Dietro tutto questo c’è il nostrano Cristian Mustaine. Partiamo col dire che, tenendo presente che tutto è stato composto da un solo uomo, il risultato è più che buono. Dei limiti ci sono, questo è innegabile, ma son decisamente migliorabili. Come il nostro è migliorato fino ad ora. Questo non è il primo disco dei Blood Thirsty Demons. L’evoluzione si sente.

Qui ci troviamo di fronte a brani meglio strutturati, maggiormente curati, più uniformi. Ma ahinoi non basta a superare determinati limiti che, ripeto, sono più che leciti. I primi che saltano all’orecchio giunti a fin disco, sono di tipo tecnico. Suonando da solo sullo stesso genere, è normale che si rischi di suonare sempre nello stesso modo. Ed è quello che è capitato a Mustaine.

I solo lasciano a desiderare anche se creano atmosfera, gli manca quella sferzata di velocità che li avrebbe resi magari differenti gli uni dagli altri e forse sarebbe stato più in mood con il genere. Ecco, questo è un altro punto. Ho parlato di black metal degli albori, ma non ci si deve immaginare Darkthrone o Emperor.

Nulla di tutto ciò. Si sta parlando più di atmosfere che si possono avvicinare al doom. Mid tempo ben gestiti con una batteria che fa il suo e lo scream a chiudere il cerchio. I testi si rifanno alla tradizione norvegese trattando di esoterismo. Nello specifico del percorso esoterico che il nostro ha compiuto e dei momenti, più o meno buoi che ha attraversato.

Al netto di ripetuti ascolti ciò che si può dire è che non è un brutto disco. Presenta gli ovvi limiti della one man band. Se ci fossero stati altri musicisti a coadiuvare il nostro molti brani sarebbero stati sviluppati diversamente portando a compimento il loro potenziale. Così non è. Ed è un peccato perché le idee non mancano. Magari sarebbe il caso di iniziare ad aprire a qualche collaborazione per il prossimo futuro, farebbe bene a tutto il progetto.

2 commenti

  1. Grazie per la recensione. Si accettano ovviamente le critiche, ma mi sento di dover precisare giusto un paio di cose. Qui si tratta di Horror Metal, quindi niente a che fare con il Black metal. Anche i testi, pur essendo tutti incentrati sull’esoterismo, con le tradizioni norvegesi non hanno niente da spartire.

    1. Ciao Andrea,
      grazie mille per la precisazione.
      Perdona, non ho colto i riferimenti (copertina e foto interna non mi hanno aiutato).
      Personalmente non mi piacciono le etichette, ma mi rendo conto della loro utilità, almeno indicativa, per la descrizione della musica.
      Quindi le band cui ti ispiri sono Death SS, Misfits, Black Widow, Mercyful Fate, King Diamond?
      Molto interessante. E visto che ci siamo lancio pubblicamente la proposta di un’intervista per parlare bene del progetto.
      Grazie ancora per i chiarimenti.
      Carmine.
      PS: pur mutando i riferimenti, dal mio punto di vista, i punti deboli del disco non mutano. Detto in maniera assolutamente costruttiva.

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