The Rocker

The Rocker: l’Italia è il paese meno RnR del mondo

Un giro a tutto tondo nel rock and roll, quello vero, viscerale, sanguigno tra consigli di ascolto e passione

Attivi già sotto il moniker di RiffRaff, tributo agli Ac/Dc, i The Rocker in questa intervista e Tempi-Dispari spiegano il loro punto di vista sullo stato di salute del rock in Italia, le loro influenze, Ac/Dc a parte, e perché amano…Baglioni

Una veloce presentazione per chi non vi conosce

Hard Rock n’roll bastardo ad alto voltaggio, italiano nel DNA ma internazionale per vocazione!
Edo Arlenghi già cantante dei RiffRaff tribute to Ac/Dc, è il fondatore e compositore di questo progetto. La formazione è la medesima dei Riff/Raff, ed anche l’ attitudine rimane invariata! Puro Hard Rock n Roll da combattimento!

Entriamo subito nel vivo: come si mantiene il rock and vivo? Ma lo è, vivo?

L’Italia è il paese meno Rock del mondo.

Tutto molto probabilmente dipende forse dalla nostra cultura.
La stragrande maggioranza della gente in Italia si muove  in massa solo per i concerti di band Rock super famose, dove il trend è : “andiamo a vedere i Rolling Stones o gli Ac/Dc almeno una volta nella vita”. Si va al concerto Rock solo per poter dire che è stato una figata”  conoscendo una o forse due canzoni del repertorio delle sopra citate band.

L’approccio al concerto è del tutto modaiolo, poco passionale. Non parlo di tutti, ma di una buona fetta degli italiani. Sicuramente anche se non si conoscono le canzoni risulta un gigantesco party dove potersi divertire e sconvolgersi…

A differenza del pubblico, le band Hard & Heavy Italiane negli ultimi anni hanno raggiunto una qualità notevole a livelli internazionali, affermandosi nel mondo musicale mondiale.

Il Rock non e’ morto, dovrebbe solo circolare maggiormente nei canali main stream e sono sicuro che sarebbe apprezzato molto anche dai più giovani… Del resto se non viene spinto sul web, in radio in televisione rimane in sordina..

Il rock’n roll in Italia: si può essere rockers nel belpaese? A quale prezzo?

Si certo, si può… La veste del Rocker nel 2022 è sicuramente molto differente da quella degli anni 70′, sono i valori e la passione per questo tipo di  musica che rimangono immutati. In Italia siamo una minoranza rispetto al resto del mondo. Il prezzo da pagare sono: la poca curiosità per la musica originale e di conseguenza poca gente ai concerti delle band che suonano musica propria. Ma tutto ha un ciclo…

Le vostre influenze sono decisamente statunitensi, perché? Nostalgia? È quello il ‘vero’ rock ‘n roll?

A dire il vero oltre agli AcDc che sono Australiani e ritengo la mia band preferita noi amiamo i Beatles i Rolling Stones ed i Led Zeppelin.

Ma assolutamente non disdegnamo  le Rock & Heavy band americane! Alcune band che hanno iniziato la loro carriera negli anni 80′ hanno lasciato il segno e le ritroviamo tutt’ora a riempire stadi in tutto il mondo. Metallica, Guns and Roses, Motley Crue in testa a tutti. Il nostro stile si avvicina chiaramente agli Ac/Dc anche se abbraccia tutto il rock 70, 80 e anche in alcuni momenti gli anni 90′. Il vero Rock lo possono fare tutti, suonando a super livelli ma sono i brani di successo che portano una band nell’Olimpo musicale.

Quale brano del vostro ultimo lavoro vi rappresenta maggiormente per come siete ora?

Il brani che ci rappresentano di più sono:

-They can’t kill your idols perche’ parla di sogni,di vita vissuta on the road di forza e voglia di perseverare senza ascoltare pareri fuorvianti.

Ed anche  Keep Rock n Roll Alive un inno al Rock n roll ed una dedica al club dei 27.

I testi, le melodie e lo scheletro musicale dei brani li scrivo io. 

Tutti gli arrangiamenti ed alcuni riff di chitarra appartengono al lavoro di Walter, Fortu, Sergio, Mauro.

Suonare per voi che cosa vuol dire? Che cos’è la musica, solo un lavoro?

Oltre ad essere un lavoro e’ in primis una grande passione.

Una fonte di energia indescrivibile che per due ore di concerto dona gioia e divertimento impagabili.

La fase più difficile nella realizzazione del disco? Quella più divertente?

A dire il vero per quanto ci riguarda, la registrazione delle parti non è mai un problema ed è sempre eccitante e competitivo riuscire a migliorarsi ogni volta suonando/cantando e trasformando i provini  in canzoni  convincenti.

La fase più delicata è in mano al  fonico/producer nel mixaggio e nella masterizzazione dei brani.

Se doveste consigliare un disco a chi vuol avvicinarsi al rock, quale consigliereste?

Walter: Per un ragazzino consiglierei un best of degli anni ‘50: Chuck Berry, Little Richard, Elvis, Eddie Cochran.  Per un adolescente, “Nevermind” dei Nirvana o “Back in Black” degli ACDC. Per un adulto, “Revolver” dei Beatles.

Sergio: Led Zeppelin IV

Marco: Rainbow: Long Live Rock’n’roll. 

Un album storico e completo. 

Con una line up irripetibile!!!

Pietro: Deep Purple Made In Japan

Edo: Io ne ho due Ac/Dc If you want blood you got it live with Bon Scott e Magical Mistery tour dei Beatles

Una canzone che avreste voluto scrivere voi?

Walter: Wooden Jesus” di Chris Cornell coi “Temple of the dog”

Sergio: Shine On You Crazy Diamond

Marco: My way, un brano senza tempo… che suona bene in qualsiasi stile venga eseguito.

Pietro: Home Of The Brave – Toto

Edo: Imagine o Stairways to Heaven 

Il domani dei The rocker?

Comunque vada sara’ un Successo!

Una domanda che durante le interviste non vi hanno mai fatto ma vi piacerebbe vi facessero?

Walter:  “ora che sei miliardario, che farai?” 

Sergio: tornando indietro nel tempo…sceglieresti di nuovo il tuo strumento musicale?

Marco: qual è il tuo artista preferito?

Sembrerà fuori contesto col Rock, ma da sempre, resta Claudio Baglioni.

Pietro: cosa ti passa per la testa quando stai suonando con la tua band 

Edo: dopo aver comprato un Aereo farai il giro del mondo?

Domanda Tempi Dispari: se aveste una macchina del tempo, chi vi piacerebbe intervistare e cosa gli chiedereste?

Walter: Jimi Hendrix. Chiederei quali progetti avrebbe avuto successivi a “Electric Ladyland”

Sergio: Elvis Presley. Chi è il Re del rock n roll per Elvis?

Marco:  John Lennon. Gli chiederei: sinceramente, in che rapporti eri con Paul McCartney? E soprattutto qual è la tua fonte d’ispirazione maggiore per scrivere i tuoi capolavori musicali?

Pietro: John Bonham : chiedergli come è arrivato ad ottenere, sullo strumento, quel suono così crudo e autentico.

Edo: Bon Scott. Gli avrei chiesto, quale tipologia di Whiskey preferiva e se uscivamo una sera per pub a fare fiesta.

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