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Magenta#9, l’evoluzione del rock italiano

Il rock italiano, con la erre maiuscola, non si ferma a Vasco e Ligabue. C’era davvero bisogno che qualcuno lo dicesse a gran voce. Se poi quel qualcuno viene dallo stesso substrato culturale dei su citati, ancora meglio. Questo urlo lo hanno dato i Magenta#9 con il loro Ceffi della Bolognina. Sospeso tra moderno punk rock e pop il disco scorre via senza un intoppo. Al secondo ascolto si cantano già i ritornelli. Le influenze si possono sentire in tutti gli artisti dell’area bolognese o emiliana in genere.

Da Vasco a Ligabue, appunto, per proseguire con Bersani, Carboni, e finire con i Lunapop con un pizzico di Gem Boy per quello che riguarda l’ironia. I ceffi della bolognina, è un esempio di onesto pop rock italiano. Un disco che prende tutto quello che di buono è venuto nel corso degli ultimi 35 anni nel rock italiano, lo miscela per ottenerne una pozione che sa di magico. Orecchiabile, potente, prodotto in maniera perfetta, arrangiato meglio, suonato in modo impeccabile.

Non mancano neppure gli inserti di synth che fanno da collante in più di un’occasione. Insomma, un perfetto equilibrio tra musica easy listening, gusto italiano per la melodia, con la giusta distanza dai maestri che si sentono ma non invadono. La voce di Amorati è il perfetto commento a brani diretti, adrenalinici, potenti, senza fronzoli. Il cantante non ci fa mancare nulla. Dalla melodia accattivante alla voce roca del rocker. I testi sono in perfetta linea con il disco.

Anche questi diretti, senza nessuna dietrologia. Certo, chi è di Bologna capisce meglio i riferimenti, ma ciò nulla toglie all’idea generale. Le influenze si fanno sentire, ma non sono quasi mai molto invadenti e anche quando ciò accade, si palesa l’omaggio più che il plagio. Dal vivo devono essere davvero potenti, con un wall of sound non indifferente. Molto azzeccati i cori, che favoriscono l’assimilabilità dei brani oltre a renderli perfetti per il live.

In conclusione, quello dei Magenta#9 è un disco di rock italiano in un’accezione non standardizzata, da una parte, na anche senza pretese dall’altra se non quella di suonare e divertirsi.

Consigliato a chi ama la melodia, non disdegna la musica nostrana e, soprattutto, non rigetta l’abbinamento tra quest’ultima e suoni decisi.

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