I Colpi Repentini tornano con Duomo Ore Dieci

Etichettatori di generi, fatevi sotto. E’ più pop o più folk? Quanto c’è di rock? E quelle venature jazz, quelle atmosfere gitane, quelle ritmiche funky, quel fascino un po’ retrò? Bella sfida provare a catalogare Duomo ore dieci, il nuovo EP dei Colpi Repentini.

Per la band milanese è il secondo lavoro in studio dopo il precedente Arriva lo Zar, pubblicato nel 2013 e seguito da un’intensa attività live, dimensione in cui i Colpi Repentini hanno costruito e stanno costruendo la loro fortuna: travolgenti, divertenti, quasi irriverenti, Alessio Piano e soci sanno come trasformare il palco in una festa, frullando stili e mode, abbattendo ogni barriera di genere e trascinando tutti con sé.

Tornare in studio per racchiudere questa energia in un disco è stata dunque una sfida impegnativa, che i Colpi Repentini hanno deciso di affrontare con la massima leggerezza, senza porsi troppe domande: “L’ascoltatore che volesse sforzarsi di trovare il filo conduttore che lega i brani dell’EP – ammette la band – si troverebbe spiazzato: noi crediamo che la diversità sia un valore e un punto di forza, e questo vale per tutta la nostra produzione musicale. Ma non chiedeteci di prenderci troppo sul serio”.

Ecco allora che la chiave di lettura va cercata altrove, lontano da qualsiasi etichetta di genere: “L’affabulazione, quella cosa che oggi tutti chiamano storytelling, è il vero cuore di tutti i brani. Le nostre canzoni vogliono raccontare storie in maniera accessibile per tutti”. Siano esse inventate come nel caso della title track – “un noir alla Giorgio Scerbanenco fra le guglie del Duomo e la nebbia dei Navigli” – oppure ispirate dalla realtà circostante come nel caso del singolo Hipster.

Del singolo è stato realizzato anche un irridente videoclip, vera e propria parodia dell’hipster contemporaneo, che verrà presentato il prossimo 10 aprile nel corso di un concerto-evento all’Ostello Bello Grande: “Vivendo nella città del Fuorisalone, dei brunch, degli apericena e degli studenti di architettura del Politecnico – spiegano i Colpi Repentini – da diversi anni siamo inevitabilmente in contatto con una fauna urbana di ex-adolescenti i cui segni distintivi sono: maglioni della nonna con le renne, camicie a quadri di flanella stile boscaiolo finlandese, micidiali biciclette a scatto fisso, mocassini con i pantaloni corti, barbe da profeta biblico, baffi che farebbero impallidire Salvador Dalì, bretelle, calze a pois, occhiali a montatura spessa direttamente dagli anni di piombo, vertiginose frangette alla Fantaghirò sulla fronte. Siccome negli ultimi tempi abbiamo visto più risvoltini che congiuntivi, ci è parso doveroso occuparci della faccenda”.

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