KudA, dall’ipad alla musica dal vivo

Intervista raccolta da Carmine Rubicco

KudA, quartetto novarese, si sono presentati come una delle realtà più interessanti del recente Rock for Life. La loro proposta è un insieme di post rock, elettronica e rock con l’inserimento di strumenti ad arco. Difficilmente etichettabili hanno offerto una performance d’impatto e coinvolgente. In questa intervista per Tempi Dispari presentano la loro musica, da dove nasce e verso dove stanno andando. 

1. Presentate la band a chi non vi conosce

Prima di tutto grazie per averci concesso questa intervista. I KudA sono ancora in quattro e specifichiamo “ancora” perché, che ci crediate o no, il rischio che prima o poi ci stermineremo a vicenda è molto elevato. Per adesso lo sterminio kudale non è ancora avvenuto perciò: Luca Pasquino (KUsch) basso e voce, Christian Castelletti (peDA) voce, chitarra, Moog, Jan Bello, violino, Djembee e tubi idraulici, Alex Canella, batteria e sequenze. Il progetto KudA nasce da Luca e me (Chris) quando per gioco iniziammo a comporre musica con un iPad. Rendendoci conto del materiale che ne stava uscendo fuori decidemmo di rendere il progetto più concreto chiamando così ulteriori musicisti (Alex Canella alla batteria e Giancarlo al Violino). Da ottobre 2013 (anno della fondazione) fino ad adesso abbiamo avuto la fortuna di fare tante esperienze insieme, sia musicalmente parlando che come amici. Si, tutto sommato ci vogliamo bene! L’esperienza più bella ed emotivamente forte passata insieme penso siano stati i concerti in Germania per Emergenza Festival, dove abbiamo potuto esibirci in due show al Taubertal Festival davanti a oltre 6000 persone. Riguardo allo “sterminio kudale” stavo scherzando, per adesso quando suoniamo riusciamo ancora a fare l’amore.

2. La vostra è una proposta musicale decisamente ‘umorale’ e istintiva, da dove nasce questa urgenza espressiva? Umorale?

Beh, io penso di avere un discreto senso dell’umorismo! Hai definito il nostro modo di essere correttamente, istintivo. In verità è proprio per questo che quando suoniamo forse riusciamo a trasmettere qualcosa alle persone che ci stanno ascoltando, per la nostra indole istintiva. Noi ci diamo spesso il via libera sul palco, ovviamente cercando di mantenere un certo equilibrio nei nostri brani ma di base ci lasciamo molta libertà. Ognuno di noi deve sentirsi libero di esprimersi e sfogarsi come meglio se la sente. Questa è la nostra filosofia. Poi di fatto siamo tutti comandati dagli alieni di Trappist-1.

3. Le vostre influenze, da quello che si può sentire nei vostri brani, sono disparate. Scelta o casualità? È una cosa nata da sé perché provenite da contesti diversi o avete aprioristicamente deciso di fare qualcosa di nuovo?

No, qui c’è un errore. Non sono le influenze ad esserlo, siamo noi i disperati! Scherzi a parte, è vero. Ognuno di noi quattro ha un bagaglio musicale completamente differente l’uno dall’altro. Io per esempio impazzisco per il progressive rock, Peter Gabriel e Keith Emerson sono i miei due punti di riferimento principali, un per il modo di comporre e vocale che ricerco l’altro per l’attitudine musicalmente e visivamente aggressiva che potrebbe risultare sul palco. Alex è un batterista arriva dal Funk e dalla fusion al contrario di Luca che invece è un ricercatore, a lui piace molto l’elettronica moderna. Jan ? ..si, a lui piace anche Pupo. Qualcosa di nuovo ? Questo lo prendo come un complimento gigante, attualmente è davvero difficile proporre un idea totalmente nuova o innovativa.. e noi penso che dovremmo lavorarci ancora un po’ prima di poter accettare realmente questa definizione di quello che facciamo. Ti ringrazio tantissimo comunque!

4. Cosa dà ispirazione e forza ai vostri testi?

Le situazioni, le persone, la natura, il mare, le rocce e lo spazio ..tutto ciò che emotivamente ci rapisce, sia in positivo che in negativo. Così come non solo le liriche delle nostre canzoni, anche le melodie ! Ci facciamo trasportare molto da ciò che ci accade durante la vita e ci piace trasformarlo in musica.

5. Quali sono i vostri riferimenti artistici? Credo sia ovvio non si tratti solo di musicisti

Riguardo a me ho già risposto sopra, aggiungerei che amo la contaminazione musicale in generale. Alex ama Stevie Wonder, Luca Alt-J e Muse mentre Jan Caparezza.

 

7. Cosa vuol dire fare musica originale oggi in una città di provincia?

Sicuramente c’è il classico rovescio della medaglia.. da un lato è molto creativo l’approccio che un musicista di Novara può avere durante le sue creazioni. Siamo circondati da campagne e boschi, a pochi chilometri da noi abbiamo il lago d’Orta che è uno dei laghi più belli d’Europa. C’è tanto da dire qui e tante energie poter incanalare in noi. C’è molta ispirazione e poco pressing mentale, cosa che una persona che fa il nostro lavoro non dovrebbe avere. Dall’altra parte a livello di sbocchi offre poco ma tanto la Milano malefica è vicina. 

8. Il ricordo più bello di un live?

La Germania e l’Open Air Trontano, un festival totalmente immerso nella natura su una montagna vicino a Domodossola. È un ricordo positivo che rimarrà in noi per molto tempo! Amiamo L’Ossola e gli amici di quelle zone. C’è un grande movimento artistico e di amanti della musica li. Quando ci chiamano per suonare in quelle zone non ci facciamo pregare un secondo.

9. Molti gruppi pensano che all’estero, Inghilterra, Germania, Stati Uniti, sia ‘meglio’. Voi? Avete mai pensato e pensate di tentare l’avventura oltreconfine?

Meglio o peggio non è la definizione corretta a parer mio. “Diversità” ! In Germania vivono sicuramente la musica in un modo diverso, in un’altra forma ma non per questo è meglio dell’Italia, è semplicemente “diverso” ed è proprio questo il bello ! Il nostro obbiettivo è quello di portare la nostra musica il più lontano possibile, scoprire e imparare culture musicali nuove e insegnare la nostra ad ‘altri, conoscere persone e vivere in armonia con tutto. La contaminazione è importante.

10. Progetti per il futuro?

A maggio 2017 uscirà finalmente il nostro primo lavoro discografico sotto l’etichetta Ma.Ra.Cash, dove tutto il lavoro musicale svoltosi da tre Anni a questa parte è stato racchiuso! Ci sarà una sorta di tour di presentazione e una data 0 dove presenteremo l’album. È buona possibilità che questa verrà fatta presso l’Arengo del Broletto a Novara, mentre già confermata e vicina alla nostra città ci sarà una tappa live a Varallo Pombia il 16 luglio per il Varallo Pop.

11. Un saluto ai lettori

Un grande saluto va ai lettori di Tempi Dispari e a chi ci sostiene. A chi ci odia? Macumba KUDALE assicurata. Yaaaaaaaayy.

  

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *