Il Paradiso degli Orchi, esce il concept ispirato dal libro omonimo di Flavio Emer “Il Corponauta”

Il Paradiso degli Orchi è una giovane band di Brescia attiva dal 2010. Il loro genere è un crossover di diverse influenze; prog rock, psichedelia, pop, indie, atmosfere cantautorali, profumi etnici, elettronica…. Hanno esordito nel 2011 con un album che porta il nome del gruppo e nel 2012 hanno cominciato a lavorare su un progetto particolare e coraggioso. Nel periodo citato la band è entrata in contatto con il musicista e produttore Fabio Zuffanti (nume tutelare del nuovo prog italiano) che, affascinato dal progetto, ha lavorato a stretto contatto con i musicisti per aiutarli a sgrossare le moltissime idee, definire le canzoni, scegliere i giusti suoni, fermare il tutto su nastro al meglio. Il risultato di tutto ciò è “Il Corponauta”.

L’album è un concept ispirato dal libro omonimo di Flavio Emer.
Flavio (purtroppo mancato nel 2015) era nato con la distrofia muscolare ma, grazie a un computer chiamato Obi-Wan Kenobi, era riuscito a trasformare la sua disabilità in comunicazione. La sua capacità di vivere la fantasia, in un’infermità fisica ma non mentale, lo aveva portato non solo a scrivere libri ma anche a collaborare con il Corriere della Sera. “Il Corponauta” racconta (secondo le parole del suo autore) “…la storia di un pensiero che scende da un altro pianeta ed entra in un corpo, come un giornalista, e lì scoprirà che, nonostante lo spirito voglia andarsene lontano dai limiti, alla fine avrà bisogno di questo sgangherato corpo per poter produrre qualcosa che si possa trasmettere alle altre persone.”

Il Paradiso degli Orchi ha magistralmente trasferito in musica e parole il messaggio di Emer in un qualcosa che non teme barriere. A volte l’amore per gli Yes esce fuori prepotente, altre volte sembra di assistere a una jam tra i King Crimson e i Perturbazione, altre siamo condotti in danze che sfiorano i Jethro Tull, i Flamig Lips, i Muse e gli Ozric Tentacles. Queste però sono solo sensazioni, spesso infatti è assai dificile fare un reale confronto tra il PdO e altri artisti perché il gruppo bresciano è realmente unico e originale in questi 79 cangianti minuti di musica e sensibilità.

“Il Corponauta” è pubblicato da AMS Records ed esce l’8 Aprile 2016. E’ stato  presentato e messo in vendita in anteprima il 1° Aprile durante la Z- Fest organizzata da Fabio Zuffanti presso il Legend Club di Milano.

paradiso

BIOGRAFIA

Il Paradiso degli Orchi hanno iniziato a muovere i primi nel 2007 a Brescia, nel pieno del suo fermento indie. Difficile ignorare tutti gli input di quel tempo, le valide band che circolavano in città e la sensazione di poter suonare quello che si voleva e come si voleva, sempre alla ricerca di una propria identità “alternativa”. Marco DeGiacomi e Michele Sambrici decidono di non esser da meno e con Il Paradiso degli Orchi iniziano a dare forma e concretezza a tutto il materiale nato dalle loro continue improvvisazioni.
L’idea è quella di un rock-pop psichedelico, un poco romantico ma allo stesso tempo nervoso, e dall’accento epico; uno stile che loro stessi amano definire “lunatico” e che chiamano “Prop(k)” in onore della commistione di generi da sempre mescolati: rock, psichedelia e progressive.

Finalmente la formazione si stabilizza nel 2009 con Andrea Corti al basso e Iran Fertonani alle percussioni, i concerti aumentano e tanto materiale viene scritto. Il brano “Where is the light?” viene pubblicato sulla compilation internazionale “Rock4Life” pubblicata dall’etichetta americana Quickstar Production. Nel 2010 l’attività live si fa più intensa e il gruppo si dimostra affiatato e consapevole del proprio stile, proponendo una scaletta che mescola brani pop-rock più strutturati rispetto allo standard indie e lunghe improvvisazioni psichedeliche. L’etichetta pavese Orquestra Records lo nota e decide di pubblicare il loro omonimo debutto discografico.

Inizialmente la band non si attribuisce mai una componente progressive ma gli viene attribuita nel tempo da parte degli addetti ai lavori, con tutti i pro (pochi) e i contro (tanti) che ne derivavano in un periodo dominato dall’uragano indie. Il Paradiso degli Orchi decide comunque di crederci e lavorare su questo aspetto. Dal 2012 inizia un intenso lavoro di improvvisazione mirato a mescolare maggiormente le componenti psichedeliche e progressive, in previsione di utilizzarle nella composizione di nuovo materiale. Due sono i demo frutto di questo lavoro, per ben quattro ore di musica: un concept album ispirato dal libro dell’autore bresciano Flavio Emer, “il Corponauta”, e un disco altamente sperimentale per lo più strumentale.

La band è convinta di aver in mano dell’ottimo materiale, ma è troppo e va canalizzato. Prendono quindi la decisione di pubblicare questo materiale solo se seguiti da un’etichetta convinta a sostenere il progetto. I demo finiscono anche nelle mani di Fabio Zuffanti, il PdO si rivolge a lui perché musicista e produttore della scena progressive, ma con tantissimi progetti in differenti stili musicali. Michele Sambrici lo conosce grazie al disco Le Ombre della Sera dell’omonimo progetto di Zuffanti e, approfondendo il suo percorso artistico, è sicuro del suo interessamento.

Verso la ine del 2013 Zuffanti accetta di collaborare con il gruppo per la produzione artistica del concept album “Il Corponauta” e propone il disco all’etichetta AMS Recods. Da qui inizia un lungo lavoro per dare forma concreta al progetto che inizialmente prevedeva quasi tre ore di materiale, con l’obbiettivo di mantenere lo stile proprio del gruppo spingendolo sempre più nel mondo del progressive e rispettando al contempo le atmosfere di un libro importante come “Il Corponauta”.

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