Omonimo ep d’esordio per gli Sharazad

Quattro tracce dalla forte carica emotiva che restituiscono appieno le varie influenze della band, dal rock classico anni ’60 e ’70, a quello alternative/sperimentale contemporaneo fino alla musica drone.

Genere: rock/alt-rock/experimental

Etichetta/Distribuzione: Lady Blue Records

Release data: 19 ottobre 2015

Spotify http://open.spotify.com/album/3lgdjSYrnrpCRcTyGCFv6o

È finalmente disponibile in tutti i principali digital stores il primo, omonimo Ep degli Sharazad, band emergente con base nella provincia di Milano. Quattro tracce, rilasciate per la Lady Blue Records, che restituiscono appieno le varie influenze alla base della loro musica, dal rock classico degli anni ’60 e ’70, a quelloalternative/sperimentale contemporaneo fino alla musica drone, con una forte carica emotiva e un orecchio sempre teso a melodie chiare e dirette condite da strati di loop, sintetizzatori, beat elettronici minimi ed esperimenti di vario tipo.

Il gruppo, formato da Alessandro Moroni (chitarra elettrica/effettistica/synth/mandolino), Diego De Franco(chitarra elettrica/tastiere/synth/batteria/voce) e Federico Uluturk (chitarra elettrica e acustica/basso/synth/organetto/voce) è legato prima di tutto da un’amicizia duratura, da una grande passione condivisa per la ricerca sonora ed è reduce da un’esperienza musicale appena conclusasi. Gli Sharazad hanno infatti dato vita al progetto nei primi mesi del 2015 con l’obiettivo, da subito, di sfruttare tutte le diverse influenze, mettere a disposizione tutto l’impegno e tutti gli strumenti possibili per riuscire a raggiungere un suono personale e stratificato.

L’Ep, registrato nella calda estate 2015 presso il Crossroad Recording Studio di Cologno Monzese (MI), disponibile sulle principali piattaforme di streaming e acquistabile su iTunes, è accompagnato dal videoclip del primo singolo Il male che fa: un brano dalle tinte soffuse e ambientali che esplode poi in un muro di chitarre mastodontiche nato da una collaborazione tra Alessandro Moroni e Giulia Ratti, autrice della copertina del disco, del logo della band e di tutta la parte grafica che accompagna questa uscita.

Sharazad – Il male che fa

https://www.youtube.com/watch?v=rSEYgYEkZIg

iTunes https://itunes.apple.com/us/album/sharazad-ep/id1028748513

Tracklist

Dinamiche

Il Male che fa

Agosto

Arvo

Bio: La musica degli Sharazad nasce in un cavernoso capannone della provincia di Pavia, durante i primi mesi del 2015. Alessandro Moroni,Diego De Franco e Federico Uluturk, legati prima di tutto da un’amicizia duratura, da una grande passione condivisa per la ricerca sonora e reduci da un’esperienza musicale appena conclusasi, si riuniscono e cominciano a comporre nuovi brani. L’obiettivo del gruppo è da subito quello di sfruttare tutte le diverse influenze, mettere a disposizione tutto l’impegno e tutti gli strumenti possibili per riuscire a raggiungere un suono personale e stratificato. Le prime session di prove nel capannone / quartier generale degli Sharazad si susseguono a ritmi serrati e i brani che cominciano a prendere forma spaziano dal rock classico degli anni sessanta alla musica drone, brani dalla melodia chiara e diretta conditi da strati di loop, sintetizzatori vintage, beat elettronici minimi ed esperimenti di vario tipo. Col passare dei primi mesi, la musica del gruppo si focalizza sempre di più su di un sound preciso e distintivo, continuando a lasciare spazio a sperimentazione e ricerca. La calda estate del 2015 segna la prima tappa importante nel percorso degli Sharazad: presso il Crossroad Recording Studio di Cologno Monzese, il gruppo registra il primo Ep di quattro tracce per la neonata etichetta indipendente Lady Blue Records. Lavorare in studio permette al gruppo di focalizzarsi sempre di più sulle sovraincisioni e sulla stratificazione e le tracce che ne risultano riescono a restituire le varie influenze del gruppo dando comunque spazio a sonorità originali e alle ricerche personali dei singoli elementi. Successivamente all’esperienza in studio si uniscono agli Sharazad Simone e Stefano per aiutarli ad ottenere live lo stesso impatto ottenuto nelle registrazioni.

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