La via d’Africa degli Uhuru Repubblic

Davvero interessante questo Welcome to Uhuru Republic degli Uhuru Repubblic, uscito il 20 novembre. In molti hanno provato a fare sintesi tra musica africana e occidentale, con alterna fortuna.

Gli Uhuru Repubblic, formati da Giulietta Passera (voce, Mangaboo, The Sweet Life Society, Istituto Italiano di Cumbia, Sonoristan), FiloQ (elettronica, Viva Viva Malagiunta, Magellano, Istituto Italiano di Cumbia) e Raffaele Rebaudengo (viola, Gnu Quartet) possono essere annoverati tra quelli che meglio ci sono riusciti.

Per raggiungere l’obiettivo si sono avvalsi di diversi artisti della Tanzania che hanno contribuito in modo assolutamente proattivo rendendo il disco completo e diverso. Il rischio di un’operazione del genere è la perdita di equilibrio.

O si sente troppo l’influenza occidentale, snaturando il progetto, o quella africana trasformando il disco in un long playng di world music.

Per il collettivo Uhuru Repubblic non è andata né nell’uno né nell’altro modo. Gli artisti sono riusciti a presentare brani ben equilibrati.

Sia pure con una decisa tendenza africana, le canzoni sono un ottimo mix di sonorità etniche, elettroniche e di musica classica.

Il che non significa un’accozzaglia di generi, ma canzoni perfettamente strutturate con innumerevoli sfaccettature. Un altro tranello dell’operazione sarebbe potuto essere l’utilizzo di cliche.

Le percussioni, frasi in lingua, inserti ambient non definiscono necessariamente un ambito musicale africano.

Cioè, non basta inserirli nella composizione per ottenere effettivamente il crossover cercato. Soprattutto non è sufficiente per far vivere all’ascoltatore un’esperienza di vera musica africana. L’Africa non è fatta di luoghi comuni.

È un continente in movimento, in evoluzione, così anche la sua cultura e la sua musica. Fermarsi alle solite cose vuol dire sminuirne la ricchezza.

Gli Uhuru Repubblic non hanno fatto ciò, anzi. Ascoltando il disco si ha un ottimo assaggio di cultura africana al si là dei luoghi comuni.

Nel disco si sente molto la musica africana attuale con tutte le sue influenze, anche quelle pop occidentali, e le sue sfumature. A questo poi va aggiunta l’influenza particolare della cultura locale, della Tanzania, dove il disco è stato composto.

Ed ecco le reminiscenze arabeggianti ricordo della dominazione araba e persiana dell’anno mille che tanto ha sconvolto e reinventato il folklore locale.

In definitiva questo lavoro degli Uhuru Repubblic è un ottimo disco fuori dagli schemi, mai scontato, pieno di colpi di scena e sfumature che si arricchiscono ad ogni ascolto.

Un disco consigliato a chi ha la mente aperta, è stufo e stanco dei soliti luoghi comuni sulla musica Africana e vorrebbe conoscerla, almeno in piccola parte. Per tutti gli altri, in ogni caso, ascolto consigliato.

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