La musica della porta accanto

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Jazz:Re:Found fa tappa a Vercelli per un giorno con i Noborder

Venerdì 29 marzo Jazz:Re:Found fa tappa a Vercelli per un giorno. La rassegna itinerante ritorna alle sue origini con una imperdibile serata, portando nel nuovo spazio ‘DiQui’ il live del trio NOBORDER, continuando la sua mission di festival “aperto”, un impegno quotidiano di divulgazione capillare di sonorità che trovano un comune denominatore nella cultura nera, policentrica, con un’attenzione mirata ad ogni sua declinazione: dall’Africa alla techno, dal jazz alla disco.

NOBORDER è un progetto speciale, nato dall’incontro di tre visioni e sensibilità diverse, tre modi di vivere e interpretare il quotidiano sotto il segno della musica. Un suono ancestrale immerso nella sperimentazione tra ritmo e armonia alla ricerca di nuove soluzioni e traiettorie. Un linguaggio che promuove l’abbattimento di genere, facendo del crossover fra diverse estetiche e ispirazioni il suono del contemporaneo.

Uno dei più talentuosi trombonisti al mondo (ha vinto per due anni consecutivi il il celebre “Critics Poll” della rivista Down Beat, nella categoria “artisti emergenti”), Gianluca Petrella (classe 1975) ha iniziato la sua carriera oltre 20 anni fa.
Ha collaborato con artisti internazionali – quali Steve Swallow, Greg Osby, Carla Bley, Steve Coleman, Tom Varner, Michel Godard, Lester Bowie, Sean Bergin, Hamid Drake, Marc Ducret, Roswell Rudd, Lonnie Plaxico, Ray Anderson, Pat Metheny, Oregon, John Abercrombie, Aldo Romano, Steven Bernstein e la Sun Ra Arkestra diretta da Marshall Allen – e con importanti musicisti italiani come Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Giovanni Guidi solo per citarne alcuni.
È oltremodo attivo anche in territori extra-jazzistici, soprattutto con i vari progetti dedicati all’elettronica e ai relativi lavori discografici collegati come nel caso dei celebrati “9lazy9” (Ninja Tunes) o gli osannati ed ormai storici Matmos. Relativamente a questa dimensione, è importante segnalare la pubblicazione del suo primo disco in febbraio 2015, dal titolo “103 Ep” (Electronique.it Records) e le collaborazioni di rilievo con i celebri Ricardo Villalobos e Max Loderbauer – nel progetto “Re: ECM” – e con i dj Nicola Conte e Ralf. L’ultima avventura lo vede al fianco della Storia del rap in Italia, nella persona di Dj Gruff e nientemeno che Lorenzo Jovanotti.

Tommaso Cappellato è diventato negli anni una figura entusiasmante e intrigante per gli appassionati di jazz di tutto il mondo. Il suo repertorio – che spazia dall’hip-hop free-form, alla techno e house fino a quasi tutti i sotto-generi del jazz che si possano concepire – è stato incanalato attraverso vari progetti e band, il cui risultato è un catalogo ricco e stilisticamente vario di opere musicali. La sua formazione presso il Drummers Collective a New York City e una borsa di studio vinta con la New School University hanno collocato Cappellato sotto la guida di diversi musicisti celebri, tra cui Michael Carvin, Joe Chambers, Jimmy Cobb, Bob Cranshaw, Billy Hart e Reggie Workman. È stata questa raffinata formazione musicale a nutrire una visione poco ortodossa, creando così un artista “accademico” davvero unico nel suo genere. Ha suonato, per due anni, sei sere alla settimana nella Rainbow Room nel Rockefeller Center come Trio65 al fianco del pianista Ehud Asherie e del bassista Joseph Lepore. Ha successivamente debuttato come leader con il suo quartetto, pubblicando l’album “Open” nel 2009, seguito dal suo premiato progetto di spiritual jazz “Astral Travel” e collaborando con gli artisti sperimentali di elettronica e techno Rabih Beaini e Donato Dozzy e il visionario produttore egiziano Maurice Louca.
Più recentemente, ha presentato il suo progetto da solista “Aforemention”, dimostrando di essere l’uomo del rinascimento moderno, mettendo insieme una vita passata nell’esplorazione e esposizione artistica per dare vita al proprio concetto di soundscapes elettronici sperimentali, influenzati dal jazz. I suoi progetti e la sua visione sono stati approvati da Gilles Peterson sia nei suoi programmi di radio FM che nei suoi festival in tutto il mondo.

Luigi Ranghino ha suonato, partecipando a rassegne internazionai, con John Ethergide, Alan Skidmore, Wayne Darling, Jim Dvorak, Monty Waters, Giovanni Tommaso, Attilio Zanchi, Tino Tracanna, Walter Donatiello, Tiziano Tononi, Daniele cavallanti, Michelangelo Flammia. Ha collaborato con il chitarrista Bireli Lagrene. Nel 1991 forma un trio “Three Views” con il quale ha partecipato a rassegne ed a Festival Nazionali ed Internazionali: Torino, Monaco, Sibiu, Berlino, Zagabria, Maribor. Come compositore-esecutore di musiche per il teatro ha partecipato, accompagnando l’attore e mimo Johnny Melville ai Festival Internazionali di Amburgo, Amsterdam, Vienna, Zurigo, Berlino, Tokyio, Copenaghen, Montreal e collaborando con: Roberto Sbaratto, Banda Osiris, Bustric, Leo Bassi e Teatro della Tosse di Genova. Nel 1998 ha collaborazione alla realizzazione del video di Franco D’Andrea “Dall’Africa allo Swing- la poliritmia nel linguaggio jazz”. Ha iniziato l’attività didattica nel 1980 presso la scuola di musica “F.A. Vallotti” di Vercelli. Dal 1987 al 2001, in qualità di assistente ha tenuto con Franco D’Andrea le classi di “Piano Jazz” ed i “Laboratori di Musica d’ insieme” presso il “Centro Professione Musica” di Milano. Ha partecipato come insegnante, dal 1988 al 1990, ai Seminari Jazz di Ingolstad. Attualmente insegna Pianoforte Jazz, Musica d’Insieme presso il “Centro Vercelli Musica”, fondato con Claudio Saveriano nel 1992, e presso il CEMM (Centro Educativo Musica Moderna) di Bussero. In collaborazione con Franco D’Andrea e Luca Bragalini, per i tipi della Volontè & Co, ha pubblicato il volume “ Aree Intervallari” sull’improvvisazione e composizione

Venerdì 29 Marzo
Inizio spettacoli ore 21.30
@DIQUI
VIALE GARIBALDI 96
VERCELLI

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