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Il ‘rock’ di Giuseppe Calini non morde

Recensione a cura di Carmine Rubicco

Cosa accadrebbe se Pino Scotto dovesse iniziare a fare rock anziché heavy metal? Probabilmente ne uscirebbe un disco come questo Verso l’alba di Giuseppe Calini. battute a parte, quella di Calini è una versione sbiadita di Ligabue che strizza l’occhio ai Lunapop e agli 883 d’annata, con testi che non aggiungono nulla alla giornata di chiunque. La produzione come il mixaggio sono di buona fattura e il nostro non se la cava male né come voce né come compositore. Decisamente meno bene va come paroliere. Nell’insieme si tratta di un disco di puro rock italiano con suoni aggressivi quanto basta senza essere pesanti, riffing easy listening e melodie con ritornelloni aperti. Un disco estivo, se si vuole, che si può ascoltare sun una soleggiata high way emiliana o di qualsiasi altro luogo di villeggiatura. Un disco che però una volta scesi dalla macchina è stato già dimenticato.

Tracklist:

  1. Il Rock Degli Anni 70
  2. Take It Easy
  3. Mettimi Di Buon Umore
  4. Una Lunga Strada Da Casa
  5. Il Sogno Non C’è
  6. Tu Sei Qui
  7. Verso L’alabama
  8. Marco E Marina
  9. Ho Finito Le Cartucce
  10. Io Sarò Con Te
  11. Un Altro Giorno Perfetto
  12. Sangue Nervoso
  13. Quando Gira Male
  14. Io Sono Il Tuo Capitano
  15. Peter Pan
  16. Rock’n’roll

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