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XXI Century Man esordio solista del chitarrista Nicola Cantatore

Uscirà il 9 novembre in digitale ed in vinile XXI Century Man, album di esordio da solista di Nicola Cantatore, chitarrista elettrico dell’orchestra italiana di Renzo Arbore, che tra gli altri, ha collaborato anche con artisti come Rita Pavone, il M° Paolo Ormi, Teddy Reno, la Pop Orchestra di Gerardo Di Lella, con la band 18kt, con Ian Paice (Deep Purple), Lucio Dalla e Claudio Baglioni.

L’album, che esprime tutte le qualità di compositore di Cantatore, unisce diverse anime, attraverso un progetto composito ed allo stesso tempo omogeneo in cui l’aspetto chitarristico si contamina di songwriting, il sound elettrico si colora di jazz e, grazie a Martina Pelosi le linee di strumentali si uniscono a melodie vocali orecchiabili e d’atmosfera. Gli organi strumentali sono diversi a seconda del brano: si spazia da arrangiamenti studiati per un’intera sezione fiati come quello di Angel of rags, ad altri centrati su un coro polifonico, ad arrangiamenti elettronici, per giungere sino alle sonorità essenziali ed acustiche di Daysi (brano di apertura) e addirittura alle percussioni mediorentiali di Misirlou. “È stato come comporre musica per un film” afferma Nicola Cantantore.

XXI Century Man tratta tematiche globali, il disagio dell’uomo contemporaneo: l’utilizzo della comunicazione virtuale verso cui ci stiamo dirigendo non ha molto di “umano”. Nei giornali leggiamo “fake news” lanciate in internet ormai quasi quotidianamente, e rimane sempre più difficile distinguere il vero dal falso. Una società disumanizzante e sempre meno attenta a sostenere i più deboli, quelle persone che magari per circostanze di vita avverse, non riescono a mantenere quel tenore di vita che permetta loro una esistenza decente.

Nei testi si parla di ciò che l’artista sente attualmente riguardo la nostra realtà: siamo in un periodo mai verificatosi prima nella storia dell’umanità, in cui l’evoluzione tecnologica è talmente veloce che non riusciamo a goderne i frutti, in quanto quello che ora è nuovo diventa immediatamente vecchio un attimo dopo: tutta questa velocità ci crea disorientamento e discostamento dal nostro essere.

Il disco uscirà anche in vinile proprio per riportare l’individuo ad un ascolto totale. Solo con il vinile, infatti, è possibile entrare fisicamente a contatto con la musica: poggiando il vinile sul piatto lo ascoltiamo tutto per intero e non saltiamo da un brano all’altro, o peggio, da un frammento all’altro come con un mp3. Il tempo che dedichiamo all’ascolto diventa un momento per noi stessi, in cui ci fermiamo concedendoci al suo piacere! —

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