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Pubblicato Armata del Tronto, il primo album della crew omonima

Armata del Tronto” è il primo album della crew omonima ADT, disponibile da Venerdì 19 ottobre per l’etichetta CostaKlan su Spotify, iTunes e tutte le principali piattaforme di streaming e in versione fisica.

L’Armata del Tronto (ADT) è un gruppo rap originario di Ascoli Piceno nato nel 2013 dall’ unione di rappers allora attivi nella città. Si ridefinisce come crew, nell’attuale formazione con 4 mc’s (Anter, Ase, Siero, Sputo) ed un Dj/ beatmaker (TalcBeats) a partire dal 2015. Si affermano nella scena locale dapprima vincendo svariati contest di showcase, per poi portare la propria musica a numerosi live in zona.

“Armata del Tronto” è il risultato di una contaminazione di stili, influenze e background riuniti sotto il comune denominatore della passione per l’Hip Hop e dell’appartenenza alla zona del Tronto. Ogni membro del crew porta con sé skills e narrazioni originali ed uniche arricchendo così il progetto: in questo il ruolo di TalcBeats è cruciale poiché, con suoi beats, incanala questa pluralità verso una direzione ben precisa e delineata. Le atmosfere sono molteplici come le citazioni di rap underground e a riferimenti del posto. Quest’album rappresenta il connubio del rapporto di amicizia che c’è tra i membri della crew, l’amore per il rap che da sempre li lega e la voglia di rivalsa che ciascuno di loro esprime in maniera differente. La produzione del disco, affidata a TalcBeats, ad eccezione della traccia “Una Parola, Una Promessa” prodotta da Roc Beats aka Dj Shocca, che si è occupato anche del master audio, viene impreziosita dagli scratch di Dj T-Robb nell’Intro. L’album è stato registrato presso la Fenice Records di Ascoli Piceno mentre il mixaggio è stato curato da Sick Budd e Ase al Bullz Studio di Milano.
“Nessuno ci ha dato l’idea di un disco con 4 rapper su ogni traccia, l’abbiamo deciso noi in quella fredda piazzetta del centro di Ascoli Piceno. Nonostante le difficoltà abbiamo continuato a comporre l’album con la stessa voglia di riscatto e di voler comunicare che anche chi non viene dalle grandi città sa fare della musica di qualità e competitiva. È un progetto Vero (la maiuscola non è un caso), con pochi fronzoli e molto di noi stessi. “

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