Ottima seconda prova per i lombardi Mataleòn con Metamorfosi, l’evoluzione del metal/rock nostrano

Ottima seconda prova per i lombardi Mataleòn con Metamorfosi, l’evoluzione del metal/rock nostrano

Recensione a cura di Carmine Rubicco

Tra i numerosi gruppi che si adoprano per un’evoluzione del metal italiano, sia con cantato in lingua madre sia in inglese, a volte qualcuno spicca sugli altri. È il caso dei lombardi Mataleòn e del loro nuovo Metamorfosi che arriva dopo un mini targato 2015. Stilisticamente i nostri raccolgono il testimone dei Timori di Viaggio senza vento, il che non significa siano dei cloni, e le linee melodiche del metl/rock contemporaneo Nickelback style. A tutto questo va unito una base ritmica fatta di metal contemporaneo con spruzzate nu metal e prog. Ma i ragazzi di Sesto San Giovani non si fermano qui. Infatti diverse sono le partecipazioni che impreziosiscono ulteriormente il cd, ossia: Paolo Fresu, trombettista jazz noto per la sua ecletticità, Max Zanotti, voce dei Deasonika e Casablanca, cantautore dal forte spessore artistico, Mario Zucca, attore e doppiatore e Simone Rossetti Bazzaro, talentuoso violinista che ha suonato con Giovanni Nuti, Fiorella Mannoia, Zucchero e molti altri. Il disco, come dichiarato dalla band, “è un concept dedicato  ai sentimenti e ispirato alle serie tv”. La produzione è praticamente perfetta per il tipo di prodotto in questione. Potenza, amalgama, pulizia, la voce che ben si incastra nell’insieme. Altrettanto di livello la tecnica della band, mai fine a se stessa ma sempre al servizio dell’umore dei brani. Una menzione particolare va sicuramente alla voce di Tommaso di Blasi non tanto per una questione strettamente tecnica quanto per la capacità di costruire linee melodiche originali e al di fuori dei classici canoni del cantato in italiano. Eseguire brani con il cantato peninsulare non è semplice per diversi motivi. Molti dicono che l’italiano sia poco adatto al rock e al metal in particolare perché poco ritmico. Di Blasi dimostra il contrario. Non è la lingua lo scoglio quanto la capacità di adattarla alle proprie necessità artistiche. E i Mataleòn ci riescono alla grande. Estremizzando, è come se i nostri avessero preso la lezione del latino portandola nel 2017 e arricchendola con growl e scream.

In conclusione questo Metamorfosi è un gran disco dai suoni ruvidi, potenti, pieni, ritmiche a volte serrate ma arricchito da melodie che difficilmente lasceranno le orecchie di chi ascolta. I lombardi sono riusciti dove molti falliscono creando un prodotto godibile, potente, perfettamente suonato e con il cantato in italiano. Un disco da ascoltare tutto d’un fiato, che ha il pregio di coinvolgere fin dal primo ascolto senza stancare. Inutile segnalare un brano sugli altri. Ognuno ha delle particolarità che emergono ascolto dopo ascolto, ad iniziare dai pezzi arricchiti dagli interventi degli ospiti.

Tracklist:

01. Metamorfosi Voce di Mario Zucca
02. John Locke ft. Max Zanotti
03. Milano e Dintorni
04. Carrie
05. Blue
06. Elliot
07. Lady In Rock
08. Castello di Carte
09. Downtown ft. Paolo Fresu
10. Uroboros

Membri del gruppo
Tommaso Di Blasi – voce/chitarra
Manuel Schiavone- basso
Daniele Bocola- batteria
Andrea Giuliani- chitarra

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