Il ‘Mare nero’ di Alessio Lega, un lavoro per animi che portano addosso le cicatrici della vita

Il ‘Mare nero’ di Alessio Lega, un lavoro per animi che portano addosso le cicatrici della vita

Recensione a cura di Carmine Rubicco

Approcciarsi a Mare nero ultimo lavoro di Alessio Lega non è semplice né immediato. Una carriera che supera i 10 anni che comprende la pubblicazione di 9 dischi, 4 libri e svariate collaborazioni. In tutto questo c’è un file rouge, l’inarrestabile volontà di raccontare. Le storie raccontate da Lega sono sempre state quelle di impegno sociale, che stanno dalle parte dei deboli e che cercano di portare alla luce ingiustizie e soprusi. Da un certo punto di vista si può affermare che Alessio Lega sia uno degli ultimi cantautori con spirito originario, quello stesso spirito che mosse il primo Dalla, il primo De Gregori e che non lasciò mai Gaber. Le sue non sono ‘semplici’ canzoni di protesta e denuncia, sono vere e proprie storie e delle storie hanno le caratteristiche. Stilisticamente nel disco c’è di tutto, echi di Marc Ribot, teatrali parvenze sinfoniche, banjo, nenie scosse da climax elettrici, marcette beatlesiane, bozzetti acustici, irruzioni klezmer-balcaniche, episodi latin-pop per finire con un calco Randy Newman e un omaggio a Dario Fo e Fiorenzo Carpi. Un disco che se da una parte può scorrere senza peso grazie alla base strumentale, il peso lo acquista grazie ai testi mai banali e sempre ben calibrati di Lega. Un disco da prendere nel suo insieme all’interno del quale nessun brano supera gli altri essendo tutte storie a sé stanti e in quanto tali con propria vita e forza. Un lavoro quello di Lega non solo per nostalgici o ascoltatori pseudo intellettualisticamente impegnati. Un lavoro per animi sensibili, animi che portano addosso cicatrici lasciate dalla vita, dalle esperienze, ferite a volte profonde e ancora dolenti e che forse per questo sono in grado di godere delle famose piccole cose o di entrare in empatia con il cantautore condividendone davvero i racconti, partecipando della sua vita.

Scaletta:

1 – Angelica matta
2 – Canzone del povero diavolo
3 – Santa Croce di Lecce
4 – Hanno ammazzato il Mario in bicicletta
5 – Stazione Centrale
6 – Non sarai più sola
7 – Maddalena di Valsusa
8 – Porrajmos
9 – Ambaradan
10 – Fiore di Gaza (Paolo Pietrangeli)
11 – Zolletta
12 – Mare Nero
13 – Petizione per l’affidamento dei figli alle coppie omosessuali

Alessio Lega – voce, chitarra acustica
Francesca Baccolini – contrabbasso, basso elettrico, sintetizzatori, chitarra elettrica, cori
Guido Baldoni – fisarmonica, pianoforte, organo, bebot, cori
Rocco Marchi – pianoforte, sintetizzatori, chitarra elettrica, percussioni, armonica

con
Enzo Cimino – batteria, percussioni
Gigi Biolcati – percussioni
Roberto Zamagna – banjo, dobro
Rocco Rosignoli – chitarra classica, mandolino, bouzouki, violino, cori

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