Portobello la lunga scia del buon pop italiano del ‘1980’

Portobello la lunga scia del buon pop italiano del ‘1980’

Recensione a cura di Carmine Rubicco

Quello di Portobello, all’anagrafe Damiano Morlupi, è un lavoro che nasce con una grande ambizione, essere un disco generazionale. Difatti si rivolge come il titolo, ‘1980’, suggerisce, a chi è nato negli anni ’80. E di quegli anni racconta non solo delle generazioni che ne sono uscite, ma anche lo spirito cantautorale pop in stile Stadio o Ramazzotti, Fuori di qua, o Luca Carboni, Quelli di sempre, quelli più ispirati. Stilisticamente questi i riferimenti più immediati, pur restando un prodotto contemporaneo come Anima Libera ben dimostra. Vengono saltati a piè pari i canonici fari della musica italiana per dare spazio ad una spensierata miscela di pop rock. Anche i suoni rispettano e nascono dalla fine degli anni ’80 come azzeccata base strumentale a testi che narrano la crescita di una generazione divenuta adulta nel 2000. Un ep, 4 brani, caldo e positivo anche quando è critico e melanconico, che sa di estate e nostalgia. Un ascolto suggerito a tutti quelli che cercano qualcosa di poco impegnativo, da lasciar scorrere in sottofondo o quando salgono alla bocca dello stomaco quelle domande dolci amare che chiedono dove sia finita la giovinezza spensierata e piena di aspettative.

Tracklist:

Quelli di sempre
Anima libera
Fuori di qua
Universo

 

 

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