Crohm: Humanity, il peso degli anni

Recensione a cura di Carmine Rubicco

Se gli Iron Maiden incontrassero i Danzig di How the gods kill forse uscirebbe questo disco dei Crohm. E forse per loro, nati a metà circa degli anni ’80, il peso degli anni si fa sentire e come. Il disco è molto ben suonato, il mixaggio e i suoni sono migliorabili, la voce alle volte esce dal contesto, ma nell’insieme un prodotto discreto. Le dolenti note arrivano sulla proposta musicale in sé. Una miscellanea dei luoghi comuni dal metal classico con qualche spruzzatina thrash, ecco il peso degli anni, a la Maiden appunto, passando attraverso i Dokken per arrivare ai Danzig. Qualche spunto qua e là emerge, come in   Nothing else, buono il break di piano, o il ritornello di Insatiable. Per il resto non ci si distacca dalle solite cose. Brani prevedibili e ridondanti in alcuni punti quando non pedissequa copia degli originali, Dark side e Run for your life su tutte. Le capacità ci sono, del resto non sono dei novellini, le buone idee fanno capolino ma sarebbe il caso di uscire dall’empasse di voler imitare a tutti i costi i “grandi” e cercare di approfondire una propria strada che c’è, aspetta solo di essere messa in luce.

Un disco per veri amanti dell’heavy metal classico senza compromessi.

TRACKLIST
1. Alien
2. The Call
3. The Dark Side
4. Nothing Else
5. Insatiable
6. Lost Soul
7. Fields Painted Red
8. The Noise of Silence
9. Run for your Life (The Escape)
10. Town after Town

LINE-UP
Sergio Fiorani – Lead vocal
Claudio Zac Zanchetta – Lead guitar, background vocal
Riccardo Taraglio – Bass, background vocal
Diego Zambon – Rythm guitar
Fabio Cannatà – Drums

 

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