La musica della porta accanto

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Rock for life, super intervista agli organizzatori e ‘concorsone’ per vincere una maglietta dell’evento

Ed eccola l’intervista agli organizzatori di Rock for Life, l’evento benefico novarese che è riuscito a raccogliere in una sola sera ben 1700 persone. L’intervista non è solo l’esposizione dettagliata di cos’è Rock For Life e come è nato, ma è anche un gioco. Infatti in accordo con gli intervistati Tempi Dispari ha accettato di lanciare un piccolo contest per i lettori. “Quanto conosci Flavio Pavia, Marcello SelvaggioFrancesco Farina, Tommaso Ubezio e Rock for Life?“. Il gioco è molto semplice. Le domande sono state equamente ripartite tra tutti e quattro gli artefici della manifestazione. Tre quesiti per ciascuno. Chi riesce ad indovinare gli abbinamenti delle riposte con l’autore vincerà una maglietta di Rock for Life. Assicuriamo che, anche solo per esclusione, la risoluzione dell’arcano non è poi così difficile. La premiazione verrà effettuata negli studi di Radio Azzurra da Flavio Pavia in persona!. Per vincere sarà sufficiente indicare nei commenti sotto il post su Face Book il numero della domanda e il nome di chi secondo voi ha risposto.

Intervista raccolta da Carmine Rubicco

1. …eravamo quattro amici al bar… come e perché e nata l’idea di Rock for Life?

1. Il 15 Novembre 2015 avevo appena finito di suonare con il mio gruppo in un locale del novarese quando arrivò la notizia della strage del Bataclan e degli attentati di Parigi. Le immagini sono drammatiche; ragazzi andati a sentire un concerto Rock vengono falciati dai terroristi. Avrebbe potuto succedere ovunque. Fui molto colpito da quanto accaduto, così ho creato una pagina su Facebook ed ho lanciato un appello: organizziamo un grande evento rock per rispondere al terrore con l’arma più forte che abbiamo, quella della musica. Francesco Farina, è stato subito entusiasta del progetto, e ne diventa motore organizzativo. Flavio Pavia chiama i due in diretta dalla Radio e comincia il grande tamtam. In una settimana 21 band aderiscono al progetto, le autorità sposano subito il progetto e concedono il Pala Igor.. Accade anche un altro fatto. Negli stessi giorni in cui prende piede il progetto viene uccisa in Africa la Dr.ssa Fossaceca, volontaria dell’associazione For Life. Un fatto che turba ulteriormente la città. È qui succede un piccolo “miracolo”. Flavio Pavia, Marcello Selvaggio e Francesco Farina, incontrano con Sindaco e Assessore il Prof. Carriero, presidente di For Life. Insieme decidono di cambiare il nome al concerto, da Rock against terror a Rock For Life, e con il ricavato del concerto fare due progetti umanitari per For Life, uno a Novara e uno in Africa.

2. Come vi siete incontrati per costituire il gruppo organizzatore? Vi conoscevate già?

2. Certo ci conoscevamo già da anni. Con Flavio addirittura da bambini perché abitavamo al Villaggio Azzurro. Con Francesco l’amicizia è nata con la musica. Quello che è straordinario è che tre persone che nella vita fanno altro che organizzare concerti, con la sola forza delle idee e della passione sono riuscite a creare a Novara, un evento che al secondo anno continua a crescere in termini di band, di partecipanti e anche di qualità.

3. Rock for life va a coprire qualche mancanza nella scena novarese secondo voi?

Rock for Life non è un concorso o una manifestazione. È un “concertone”, l’insieme di tante band unite dallo spirito della solidarietà. Non nasce per coprire qualche tipo di mancanza nella scena novarese. L’obiettivo finale è sempre e solo quello della solidarietà. Da qui, in un secondo momento, nascono altre cose parallele e tante collaborazioni tra artisti che vanno ad aumentare la scena di tutto il panorama novarese. Ci teniamo a sottolineare che RFL, per le prime due edizioni, non ha avuto bisogno di cercare artisti o selezionarli. Sono stati invitati a partecipare i primi che hanno cliccato “mi piace” nella pagina di cui si parla a inizio intervista. La scena novarese è ricca ed in continuo fermento. Tantissimi, giovani e meno giovani, che scrivono o suonano generi a 360 gradi. Splendido lavorare con questi artisti, tra l’altro, molto preparati.

4. Edizione 1 vs edizione 2, cosa è cambiato e come siete cambiati?

E’ rimasto lo spirito e la passione della prima edizione ma abbiamo cercato di rendere l’evento 2017 ancora più coinvolgente. La prima edizione è stata un vero e proprio miracolo, nessuno di noi tre aveva mai organizzato eventi con più di 100 persone e abbiamo portato quasi 1500 persone al Pala Igor. Nella seconda edizione siamo partiti per tempo con tutto, dai biglietti, al service, al coinvolgimento delle band. Francesco Farina ha scritto la canzone di Rock For Life, che è stata cantata e registrata in studio da tutti i cantanti delle band ed è oggi su itunes in vendita. Il ricavato va naturalmente a For Life. Una cosa incredibile della seconda edizione è la quantità di band che ci ha chiesto di suonare. Dalle 21 della prima edizione, che già era un numero altissimo, siamo passati a 28 band ed abbiamo continuato a ricevere richieste di partecipazione fino al giorno prima dell’evento. In questa seconda edizione abbiamo inserito “Rock For life giovani”, uno spazio del concerto dedicato alle giovani band novaresi. I ragazzi erano emozionatissimi prima di salire sul palco e sono stati bravissimi, con un grande carica rock. Una grande sorpresa delle seconda edizione è stata infine la celebrazione per i 40 anni di Vasco. La Rocketti Band, la più famosa tribute band di Vasco Rossi ha chiuso Rock For Life con un vero e proprio concerto dedicato a Vasco.

5. Novara e la beneficenza: secondo la vostra esperienza com’è il rapporto tra le due entità? 

C’è sempre stato un ottimo rapporto tra Città e Beneficenza già dagli anni 80 quando ci trovammo su un palco al Pala in viale kennedy per “Concerto per un amico” dove le Band dell’epoca (con me c’era già Marcello Selvaggio) si unirono per ricordare un amico musicista scomparso, un evento antenato di RFL. Poi negli anni e come mia esperienza personale ho avuto ottime risposte per donare. Anche quando organizzai l’11 Settembre 2002 il primo concerto di Tiziano Ferro a Novara una cospicua somma la devolvemmo in beneficenza. È vero qualche porta in faccia l’ho presa ma tutto sommato sono stati pochi gli ARIDI.

6. La cosa più bella e quella più brutta dell’organizzare una manifestazione così ampia e complessa 

Più che cose belle o brutte qui si parla di responsabilità. É splendido prendersi delle responsabilità a favore dei più deboli (i fruitori delle raccolte fondi) ed è splendido lavorare per il pubblico della propria città. Ovviamente la complessità del tipo di evento è evidente. Ci vogliono mesi e mesi sopratutto per noi che, ricordiamo, svolgiamo attività completamente differenti da quella dell’organizzatore di eventi. Per fortuna siamo circondati da persone che splendide che ci aiutano a rendere il tutto perfetto e a imparare cose nuove. A dover scegliere rispondo: la più bella vedere quasi 2.000 persone completamente in Festa, la più brutta rimanere da soli nel Palaigor a notte fonda e sentire già lontano il suono della dolce musica novarese.

7. L’idea è stata subito quella di creare un appuntamento annuale o è stata una decisione venuta a seguito del buon andamento della prima edizione? 

La prima edizione, possiamo dirlo, è stato un miracolo. Nata e realizzata in 2 mesi. Si è creato un rapporto magico tra noi dell’organizzazione ed il professor Carriero (presidente di For life onlus), le band, il pubblico… la base perfetta per dire…vogliamo e dobbiamo rifarlo. Perché no? Che diventi un appuntamento annuale per scaldare i cuori del pubblico novarese durante l’inverno. Una festa, una luce sempre accesa nella nebbia. Eravamo certi di poter migliorare e ci siamo riusciti apportando modifiche allo spettacolo e portando nel nostro organico Tommaso Ubezio. Abbiamo avuto anche più tempo per poter realizzare qualcosa di storico per la nostra città, qualcosa che resterà negli annali di Novara.

8. Cosa non vi sareste mai aspettati organizzando un concerto a Novara? 

Sono molti gli eventi organizzati sul territorio Novarese nell’arco degli anni, il RFL 2017 è stato la conferma che quando ci si mette il cuore queste manifestazioni hanno un riscontro positivo, oltre 1700 persone hanno partecipato con il sorriso, vivendo minuto per minuto il susseguirsi delle band sul palco. La tensione prima di ogni evento di questo calibro è sempre alle stelle ma quando si aprono i cancelli tutto diventa più semplice perché ti accorgi che il lavoro fatto nei mesi precedenti è stato impeccabile. Tornando alla domanda, nello specifico, non ci saremmo mai aspettati il calore che ci hanno dato le persone e gli artisti dopo l’evento, ci siamo slogati le mani per tutti i complimenti ricevuti ed i messaggi di ringraziamento sono stati tantissimi con l’augurio di tornare sul palco nel 2018 con un grande evento ancora più potente e coinvolgente.

9. Cosa invece vi sareste aspettati ma non c’è stato? 

E’ stata una serata fantastica, abbiamo dato la possibilità a band emergenti del nostro territorio di esibirsi su un palco gestito da un service senza precedenti, una qualità audio e luci difficile da trovare nei piccoli locali dove i musicisti sono soliti esibirsi. Alcuni di loro non hanno percepito il vero fine dell’evento credendo che fosse un contest tra band ed hanno sgomitato un po’ troppo per rimanere in scena minuti preziosi che sarebbero stati utili ad altri artisti per dimostrare il vero concetto del RFL ma credo sia fisiologico quando si ha a che fare con tante realtà diverse. Questa non vuole essere una polemica ma sarà di aiuto nei prossimi eventi che andremo ad organizzare per capire realmente chi ha focalizzato a pieno il desiderio di donare alla musica con la musica. Non dimentichiamo che il Rock for Life è un evento benefico.

10. L’aneddoto più divertente dell’edizione 2017 

 – Scusi ma lei dove va? Non può entrare al Palazzetto!
 – Eeee ma…sono uno degli organizzatori.
 – A mi scusi ma sa vestito così…

11. Tutti, Rock for life a parte, avete a che fare con la musica e da diverso tempo. Cosa è cambiato e come nella scena novarese, se c’è, e cosa è venuto a mancare?

È cambiato parecchio si è spenta la musica a Novara. Da qui sono passati negli anni 70 moltissimi nomi di rilievo: Jethro Tull, PFM, Bennato, Daniele, Vasco Rossi giovanissimo (120 persone) poi Baglioni e tanti altri ancora… quando organizzare un concerto costava poco, pochi vincoli, molta improvvisazione molta passione insomma Rock. Poi tutto è finito tra gli 80 e il 2000 concerti belli popolari ma solo in estate, il Rock se n’era andato. La Musica ed i grandi musicisti a Novara ci sono sempre stati e ci sono, gente cazzuta enormi talenti ma nessuno o pochi hanno capito che investire e sperimentare eventi di arte, musica, cultura insomma gioia e serenità per una città è money, turismo, immagine e benessere. Non c’è una ricetta, c’è la voglia che scatta tra qualche matto visionario che si tuffa senza sapere se c’è l’acqua. Pace a tutti, Rock è provarci sempre se ci credi, è vero ti caghi addosso hai l’ansia di non farcela poi ti ricordi che non lo fai per soldi ma per passione sei Onlus e come per magia ti riesce. Rockforlife a tutti! A palla il volume del cuore.

12. Un messaggio alle band, a chi ha partecipato e a chi vorrà partecipare alla prossima edizione 

Il messaggio alle band che vogliamo dare è quello di lottare sempre per dimostrare il proprio valore artistico, di studiare per diventare grandi perché il nostro territorio ha bisogno di professionisti che sappiano infondere la religione musicale. Abbiamo ricevuto un feedback positivo da parte delle istituzioni, band ed addetti ai lavori questo è stato un elemento fondamentale per capire il nostro futuro di organizzatori. STAY TUNED

 

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