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La Macchina del Tempo de L’Orage a L’Asino che Vola

Il Rock delle Montagne della band rock-folk più affermata del panorama italiano, consacrata agli occhi del grande pubblico dal secondo invito di Francesco De Gregori all’evento “Rimmel 2015” in Arena di Verona, reduce da oltre 100 concerti in tutt’Italia dalla pubblicazione dell’ultimo album 2 anni fa, torna con il nuovo progetto Macchina del Tempo, prodotto con Enrico ‘Erriquez’ Greppi, sostenuto da un ricchissimo crowdfunding che conferma la solidissima fanbase.

Scrittore, conduttore radiofonico, cantautore e performer, Alberto Visconti, la ‘penna’ de L’Orage, racconta il titolo di questo 4° lavoro discografico con la creativa precisione che contraddistingue il suo stile: “Ogni band può essere intesa come una ‘Macchina del Tempo’, l’elemento fondante della musica, del ballo che ancora oggi fa parte del nostro DNA; ma L’Orage è anche una macchina diacronica, che unisce gli strumenti antichi e di tradizione popolare, come ghironda e organetto diatonico, alla formazione rock in un continuo dialogo presente-passato divenuto ormai la nostra cifra stilistica. Vocazione di dialogo temporale sottolineata anche dalla scelta analogica fatta in studio a Roma con il fonico Gianluca Vaccaro”.

“Macchina del Tempo” è anche il primo album scritto d’un fiato: grazie ai lunghi anni on the road L’Orage ha sempre presentato album che raccoglievano pezzi con una lunghissima storia di palchi, testati dal pubblico, ballati fino allo sfinimento, riarrangiati in mille vesti a seconda dell’occasione – L’Orage sono infatti noti per riuscire a suonare dai picchi del grande alpinismo agli ascensori. Questa volta non è andata così, l’album andava scritto da zero, il patrimonio di musica già vissuta era finito e bisognava riempire di nuovo i cassetti. Terminati i tour, con una formazione sensibilmente modificata grazie all’ingresso nel gruppo del franco-italiano Marc Magliano al basso elettrico, L’Orage si è chiuso in ritiro invernale in Valgrisenche, una delle valli più fredde e isolate della nativa Val d’Aosta e con uno strenuo lavoro collettivo, che per la prima volta vede la firma anche di Florian Bua (batteria) e Memo Crestani (chitarra), sono nate le canzoni e i ricchissimi arrangiamenti strumentali di Remy e Vincent Boniface, vere proprie canzoni dentro le canzoni, secondo uno stile musicale inconfondibile che L’Orage non intende tradire, nonostante i tanti ‘inviti al ritornello’ ricevuti nella loro ormai lunga carriera.

L’Orage è:

Alberto Visconti: voce, chitarra classica

Rémy Boniface: violino, organetto diatonico, ghironda, mandolino, voce

Vincent Boniface: organetto diatonico, cornamuse, sax tenore, clarinetto, organo, bansuri, low

whistle, voce

Matteo ‘Memo’ Crestani: chitarra elettrica, chitarra acustica, mandolino, charango, dobro

Florian Bua: batteria

Marc Magliano: basso elettrico

Enrico Fumasoli: fonico di sala

Marco Zaffuto: fonico di palco

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