La musica della porta accanto

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Senza limiti e barriere: gli Union Drama si raccontano

Intervista raccolta da Benedetta Lattanzi
Cinque ragazzi, un synth e la passione per il rock. Si potrebbero riassumere così gli Union Drama, gruppo capitolino che prende ispirazione dalle pietre miliari della musica contemporanea internazionale e riesce a fonderne i tratti distintivi in uno stile unico. A Tempi-Dispari  ci parlano del loro progetto e del nuovo album in uscita a breve.

Descrivete il progetto Union Drama in tre parole.

Valerio Matteu (voce): Se dovessi descrivere il nostro progetto in tre parole direi : Rock – Elettronico – Figo.

Nella vostra biografia si legge che vi ispirate a varie band, tra cui U2, Nine Inch Nails, Subsonica, e Daft Punk. Come riuscite ad unire elementi di gruppi così diversi tra loro nella vostra musica?

Giuseppe Marino (basso, cori, chitarra): Beh quando scriviamo una canzone non ci ispiriamo ad artisti in particolare ma personalmente penso: cosa mi piacerebbe ascoltare in un questo momento? E così potrebbe nasce una strofa o un ritornello o semplicemente un giro di basso.

Valerio Matteu: Siamo riusciti ad unire delle influenze così differenti perché non ci siamo mai posti limiti né direzioni obbligatorie da seguire. Abbiamo semplicemente messo quello che ci piaceva e gli elementi che avremmo voluto sentire in un album.Qualcuno potrebbe dire: “Beh, fate Pop? E allora?” Vogliamo fare qualcosa di ricercato e indipendente, ma rendere tutto ciò un viaggio divertente e piacevole.

Di cosa parlano i vostri testi?

Valerio Matteu: Penso che ci abbiamo perso anche troppo tempo per scrivere qualcosa che avesse un senso e lasciasse pensare. Non abbiamo mai avuto fortunatamente discussioni sui contenuti dei testi, l’importante era veicolare le tematiche complesse in maniera semplice. Per cui abbiamo optato di parlare di cose tipo la superficialità dell’uomo occidentale, la transvalutazione dei valori in generale e di parlare di ragazze stronze che se la tirano…(risate generali)

Francesco Cavasinni (synth e cori): Diciamo che si tratta di un’attualità rivisitata. Nei vari temi cliché dell’amore, dei sentimenti, della società, della vita, della ricchezza, eccetera, ci abbiamo aggiunto: inettitudine, arroganza, manipolazione, menefreghismo.

Le vostre esibizioni hanno anche una componente visuale con dei filmati che vengono proiettati durante lo show. Da cosa è nata questa idea?

Valerio Matteu: Il motivo per cui teniamo a unire la nostra musica a dei video durante i live è innanzitutto perché nella band ci sono due videomaker e quindi ci viene spontaneo sfruttare al cento per cento le nostre potenzialità. In seguito però ci piacerebbe collaborare con professionisti della proiezione ed animazione 3D.

Attualmente siete a lavoro sul vostro album: quali sono gli elementi sui quali vi siete concentrati maggiormente per questo lavoro?

Giuseppe Marino: Gli elementi chiave del nostro primo lavoro si basano fondamentalmente su 2 punti. Il primo è la melodia, essendo cresciuto a pane e Beatles e Beach Boys non riesco immaginare un pezzo senza una melodia che rimanga in mente, mentre il secondo è il groove, la mia passione. Mi piace vedere la gente che sculetta con i nostri pezzi.

Francesco Cavasinni: Ci stiamo concentrando molto a dare omogeneità al progetto e a costituire quello che poi sarà il marchio di fabbrica Union Drama, con la sua dose di imprevedibilità.

Come convincereste chi non vi conosce ad acquistare o almeno ascoltare per la prima volta il vostro CD?

Giuseppe Marino: Io direi: prima veniteci a vedere dal vivo perché è lì che nasce tutto, è li che si sprigiona l’energia della nostra musica, è lì dove orecchie e occhi vengono coinvolti allo stesso modo. Poi da lì il passo è breve per ascoltarci in macchina o in camera da letto o dove vi pare…

Non avete mai pensato di proporre qualche vostro brano in versione unplugged?

Giuseppe Marino: Sinceramente ad un unplugged no, però mi piacerebbe arrangiare Europoyd con una orchestra di 50 elementi. (risate generali)

Valerio Matteu: I nostri pezzi sono fondamentalmente canzoni, quindi li puoi suonare anche con la chitarra acustica magari con l’aggiunta di una birra, qualche candela e sopratutto qualcuno che ha la pazienza di ascoltarti.

Francesco Cavasinni: Per ora, data la componente elettronica molto forte, non ci abbiamo mai pensato. Alcuni brani si prestano molto ad una situazione acustica, altri meno. Se succederà sarà sicuramente per divertimento e sperimentazione, ma diciamo che non ne sentiamo il bisogno… per ora.

Avete un ultimo messaggio per i vostri fan?

Valerio Matteu: Ai nostri fan diciamo che siamo fieri di annunciare la pubblicazione del nostro album per cui chiediamo di supportarci seguendoci ai live e acquistando il nostro album.Per noi è fondamentale e promettiamo un secondo album ancora più figo e più innovativo.

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