Teatro dell’Orologio, “Adamo & Eva” di Mauro Santopietro, in scena dal 7 al 19 aprile 2015

Adamo & Eva è composto da sette quadri, come sette sono i giorni in cui Dio creò il mondo, quanto il tempo che Adamo ed Eva impiegarono ad allontanarsi da Dio e dalla propria Casa, il Paradiso.

In questo viaggio i protagonisti attraversano epoche e momenti cruciali della storia dell’uomo e della sua evoluzione, fino ad arrivare al contemporaneo, diventando quindi emblema di una qualsiasi coppia di oggi. Si narrano le vicende dei nostri leggendari progenitori scappati dal Paradiso per il bisogno di conquistare, di costruire, di conoscere, di amarsi. Il susseguirsi di eventi divertenti, drammatici, poetici di una coppia alla ricerca sempre più estenuante di un senso del proprio stare assieme coincide con la perdita di identità che assale i due protagonisti man mano che la sete di conoscenza li fa allontanare dal senso di coppia, dalla propria Casa, dal proprio giardino dell’infanzia perduto e per sempre vagheggiato.

Note di regia

La ricerca di una lontananza dal quotidiano e l’aspirazione ad una poeticità sono i motori da cui è partita la mia ricerca. Interpretazione e drammaturgia sono le parole in cui più riconosco il mio percorso artistico. Raccontare delle storie popolari, lavorando sugli archètipi e sulle intuizioni che nascono dall’interpretazione messa al servizio di un testo è divenuto per me sempre più importante. Scoprire una mia idea di teatro e di regia è l’obiettivo che mi piacerebbe, col tempo, raggiungere. Nel voler raccontare una storia d’amore ho quindi dapprima lavorato sul mito, quello della prima coppia, poi pian piano indagato i limiti fino ad arrivare al contemporaneo. Così è nato Adamo & Eva. Un mito bistrattato oggi, consunto, antico, distante. Ecco allora che i due personaggi indossano due abiti da sposi lisi, come consumata sembra essere l’idea della coppia oggi. Documentandomi sulla figura dei due protagonisti ho poi immaginato come il lento e inevitabile allontanamento dal primo esempio di amore, Dio, potesse chiamare sempre più in causa l’idea della solitudine, del singolo, quindi dell’inevitabile divorzio. Emblema di ciò è il lavoro fatto sulla drammaturgia dell’ultima scena, il contemporaneo, dove vengono intrecciate due linee monologiche, creando cioè un dialogo solo apparente. La scelta di rappresentare questo necessario e voluto distacco da Dio ha fatto nascere l’idea di utilizzare delle corde tese al cielo; ecco che Adamo ed Eva sono diventati allora nel mio immaginario due marionette che scegliendo il libero arbitrio trovano sì la vita, ma anche la sofferenza ed il sacrificio, come una qualsiasi coppia umana. Adamo ed Eva si scoraggiano, e si accontentano inizialmente della passione quando c’è, poi della normalità, dell’abitudine allo stare assieme, perdendo la memoria di ciò che è alla base dell’amore. Nodo di regia diventa quindi il momento in cui i due personaggi sanciscono il definitivo allontanamento da Dio, che forse li osserva ancora, e forse piange per il loro rifiuto, o forse benedice il loro cammino. La coincidenza di questo momento con un nodo drammatico fondamentale nella storia della coppia mi ha persuaso a far entrare in gioco, dopo la terra, un nuovo elemento per me fondamentale in questo spettacolo, l’acqua, un elemento naturale, antitetico a tutti i costrutti di parole, sentimenti e rapporti di causa-effetto che si trovano invece nella vicenda dei due personaggi. Quindi il fango, perché siamo fatti di fango e al fango torneremo. L’assecondare una natura poetica, ma grottesca, del testo, ha poi trovato le sue sfumature in un teatro di natura a tratti circense; ed è questa la cornice che ho voluto dare all’intera operazione. La terra sulla quale scendono fuggendo dal Paradiso, quella meta tanto sognata da Adamo ed Eva, diventa anche la loro gabbia, il tappeto del circo in cui rifiutano di essere domati, il perimetro in cui si rincorrono sogni, liti, amore e violenza, altare tragico in cui viene rappresentata la perdita del sentimento amoroso. La drammaturgia ed il lavoro sull’interpretazione ha così portato ad un immaginario che corrisponde a pieno al mio onirico teatrale, accettandone i difetti e le contraddizioni, consapevole che anche questo è però vita e teatro.

Adamo & Eva

drammaturgia e regia di Mauro Santopietro

con Alessia Giangiuliani e Mauro Santopietro

 

scene Fabiana Di Marco

costumi Maria Freitas

disegno luci Martin Emanuel Palma

foto di scena Michela Amadei

aiuto regia Serena Mattace Raso

 

produzione Progetto Goldstein, Teatro della Dodicesima,

con il sostegno della Regione Lazio Assessorato alla Cultura;

in collaborazione con Teatro dell’Orologio e Rapsodie s.r.l.

 

progetto vincitore del bando di produzione della Regione Lazio per la nuova drammaturgia

 

dal martedì al sabato ore 21:00 | domenica ore 17:30

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